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Per una giusta conversione ecologica

Laudato si 1

Per una giusta conversione ecologica – di Clara Sestilli (*)

La lettura dell’Enciclica di Papa Francesco “Laudato sî'” mi ha sollecitato un sentimento di riconoscenza per l’ampiezza dello sguardo sul mondo e sulle nostre società, per l’attenzione ricolma di affetto per le creature più umili e fragili, per il richiamo a una conversione ecologica che investa l’umanità con maggiore responsabilità verso la terra e chi la popola.

Per chi come me si occupa da anni attraverso i GAS – gruppi di acquisto solidale – di economia e sostenibilità ambientale, cura del benessere e del diritto a cibo, lavoro, salute, le parole di Papa Francesco suonano come una benedizione alle nostre richieste di maggiore produttività e diversificazione alimentare, di aiuto reciproco fra consumatori e produttori, di sovvenzioni al lavoro in agricoltura e commercio equo, di recupero della fertilità e salubrità di terre, acque e aria, contro abusi e avidità.

Per contro, sul fronte della scienza e della tecnologia, Papa Francesco – o meglio, il team che ha trattato questi temi – non ha preso in considerazione quanto è stato fatto a beneficio dell’umanità, anzi sembra di avvertire che la mano dell’uomo – capace di capovolgere destini segnati da malattie un tempo incurabili – sia accomunabile a quella di un posseduto dal demonio, senza cuore e conoscenze sorrette da una fede che tutto rimedia.

parole laudato siiViene detto che chi sperimenta possiede l’oggetto che si trova all’esterno e attraverso il suo metodo di sperimentazione esplica una tecnica di possesso, dominio e trasformazione, come se si trovasse di fronte alla realtà informe, totalmente disponibile alla sua manipolazione.

Si riconosce che l’intervento dell’essere umano sulla natura si è sempre verificato, ma per molto tempo accompagnando, assecondando le possibilità offerte dalle cose stesse, mentre ora ciò che interessa è estrarre tutto quanto è possibile attraverso l’imposizione della mano umana, che tende a ignorare o dimenticare la realtà che ha davanti. Da qui all’idea di una crescita infinita o illimitata il passo è breve (dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa, 462, Pontificio Consiglio Giustizia e Pace)

Ora, chi comprende, possiede e manipola non è la scienza che prova e riprova in attesa di conferme o disdette alle proprie sperimentazioni da parte della comunità scientifica internazionale, ma piuttosto chi usa il prodotto di una sperimentazione senza riguardi per l’effettivo uso e abuso legato a interessi economici. Anche esercitando pressioni sulla politica.

Quando poi il discorso di Papa Francesco riporta l’attenzione sull’economia reale che è soffocata dal paradigma tecnocratico in funzione del profitto,  viene da chiedersi a quale economia reale si fa riferimento: forse a quella pre-industriale?

Perché la condanna senza appello o quasi degli OGM è precisa: “Non disponiamo di prove definitive circa il danno che potrebbero causare i cereali transgenici agli esseri umani, e  in alcune regioni il loro utilizzo ha prodotto una crescita che ha contribuito a risolvere alcuni problemi…(allusione all’India?)… i rischi non vanno sempre attribuiti alla tecnica stessa, ma alla sua inadeguata o eccessiva applicazione.”

laudato si x disastroCosì pure il richiamo alla produzione e accaparramento di sementi, alla sterilità delle stesse, sono frutto di campagne contro le multinazionali – che pure pagano i costi delle ricerche e delle sperimentazioni, quando non investono parte dei capitali in aiuti umanitari – da parte degli incantatori nostrani e non solo, che comunque comprano e vendono semi e prodotti OGM perché la nostra produzione non basta, dato che importiamo circa la metà di quanto è sul mercato, senza che da parte del governo si apra un dibattito con gli scienziati e un’apertura a sperimentare, contribuendo a una maggiore autonomia produttiva.

E’ questo il paradosso che trovo nell’Enciclica, che pure in ultimo invoca collaborazione e apertura ai vari campi del sapere, comprese la biologia, la genetica e le nanotecnologie.

Dalla confusione, dall’incertezza e dalla paura bisogna uscire con motivazioni forti, che implicano coraggio e capacità di controllo.

(*) Presidente GAS Spaventaprezzi

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