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Ricerca applicata in agroecologia, a Milano

agroecologia – di Franca Castellini Bendoni (*)

Cominciano a germogliare i semi gettati da Expo: dal tema ‘Nutrire il pianeta, ecologia per la vita’ è nata a Milano la proposta di dare vita ad un centro di ricerca applicata in agroecologia.

Il 16 giugno scorso, nell’Aula Maggiore della Facoltà di Agraria, il prof. Stefano Bocchi (**) ha organizzato un incontro di discussione e approfondimento per la condivisione di indirizzi progettuali e proposte che potrebbero costituire un centro di ricerca in Agroecologia Applicata, da collocare idealmente nell’area di Expo 2015, presso la Cascina Triulza. Il Centro sarà l’antenna italiana dell’Associazione Europea Agroecology Europe , a cui idea è nata proprio nel corso di diverse sessioni di studio tenutesi in Expo nel corso del 2015 e che, sotto la spinta del prof. Paolo Barberi, dell’Università Superiore Sant’Anna di Pisa, lo scorso gennaio si è costituita presso l’azienda agricola Domaine de Graux a Tournai (Belgio) con la partecipazione di 19 fondatori da 10 Paesi, e che presto avrà un suo sito dedicato.

Agroecologia_urbana_25_giugno_spirufarmQuesta la missione: “Agroecology Europe ha un obiettivo ambizioso: promuovere l’Agroecologia come il modello migliore per lo sviluppo sostenibile dei sistemi agro-alimentari europei. L’Agroecologia si basa sull’utilizzazione delle conoscenze ecologiche per la gestione razionale dei sistemi agricoli puntando alla minimizzazione dell’utilizzo di input esterni. Un numero sempre più grande di ricerche indica che attraverso la conoscenza e l’uso appropriato delle risorse ambientali locali – in primis l’agrobiodiversità – e delle interazioni tra flora, fauna e microrganismi a diverse scale spazio-temporali è possibile sostituire interamente o quasi input esterni quali fertilizzanti e pesticidi. In più, l’Agroecologia promuove le aziende agricole familiari, le filiere locali, la qualità dei prodotti e la conoscenza ‘tacita’, e quindi sistemi agro-alimentari interamente sostenibili, sul piano ambientale, economico e sociale.”

L’intento è quello di stabilire e rafforzare una rete partecipativa di chi opera nella ricerca e nell’applicazione di sistemi agroalimentari, di promuovere lo scambio di conoscenze e buone pratiche, di favorire la crescita di una comunità “di agricoltori, tecnici, professionisti, ricercatori, consumatori, ONG e vari portatori d’interesse a livello europeo che condividono lo spirito e le azioni
dell’Agroecologia.”

Stefano-BocchiIl prof. Bocchi ha raccolto la provocazione, sottolineando la necessità di andare verso un nuovo paradigma nell’agroalimentare: partendo da alcuni capisaldi come la sicurezza alimentare, la garanzia per tutti dell’accesso a cibo sufficiente, salubre e nutriente, la sostenibilità delle produzioni, ha ricollegato  a queste problematiche una serie di dinamiche estremamente vaste e complesse, fra cui le ondate migratorie e l’andamento demografico, gli squilibri nella distribuzione delle ricchezze, la salvaguardia delle risorse e della biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici, per citarne alcune.

Questi problemi vanno affrontati con un approccio olistico, interagendo e integrando esperienze di ricerca, produzione, trasformazione e fruizione del cibo in una visione sistemica e interdisciplinare, per portare a innovazione e nuovi sviluppi. Oggi, ha affermato Bocchi,  l’approccio ecologico in agricoltura è applicato certamente da ricercatori, agricoltori sia innovatori che tradizionali, ma è un sapere disperso che non aiuta a trasformare le competenze ecologiche in un generalizzato mutamento  nella progettazione e gestione dei sistemi agroalimentari.

Da qui, la proposta di progettare un nuovo centro strategico di Agroecologia applicata, che da Milano colleghi e si faccia ‘ponte’ fra le varie discipline e trovi, in una logica di innovazione verticale e di compartecipazione, le convergenze dei vari saperi e crei una rete attiva per arrivare a risultati di carattere sistemico.

Milano non deve perdere quel ruolo e quella opportunità che si è attribuita con Expo, ha continuato Bocchi, precisando quali sono gli scopi previsti per il centro:

  1. adottare e promuovere l’approccio sistemico, ottimizzando l’uso delle risorse investite e il trasferimento di conoscenze verso una reale innovazione produttiva;
  2. individuare forme partecipate di innovazione di sistema che coinvolgano le istituzioni e la società;
  3. attivare reti fra centri di ricerca anche in ambito di cooperazione internazionale per affrontare adeguatamente i problemi di qualità della vita, salute delle persone e difesa delle risorse nei Paesi più poveri
  4. permettere scambi di dati e informazioni utili per informare e sensibilizzare i cittadini sui temi della sostenibilità che toccano i modelli di produzione e consumo, sia a livello individuale (diete sostenibili) sia a livello sociale (sicurezza alimentare e ambientale).
  5. organizzare ambiti di formazione continua sui temi della sostenibilità agro-alimentare, della prevenzione delle principali malattie, della cura dei paesaggi rurali
  6. sviluppare forme di comunicazione che abbiano il carattere della correttezza dei contenuti, della semplicità della forma, dell’efficacia del messaggio .

Figli destino minoreMondohonline condivide le finalità del progetto e si impegna a partecipare ai lavori con  un contributo di idee e di proposte in due aree specifiche, la riabilitazione nutrizionale e, come primo progetto di ricerca, la rilevazione delle specifiche varietali e vegetali in un’area di Milano particolarmente ricca di biodiversità. L’Atlante Globale della Nutrizione di Mondohonline costituisce un prezioso strumento di riferimento in quanto stabilisce il grado di correlazione tra un insieme di indicatori socioeconomici, ambientali, sanitari e alimentari dei diversi Paesi del mondo, così da restituire un “profilo” complessivo del Paese, o di gruppi di Paesi, nella forma “integrata” che è alla base del progetto di fondo di Mondohonline sulla Nutrizione.

 

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(*) Mondohonline

(**) DiSAA, Dipartimento di scienze agrarie e ambientali, Università Statale di Milano

1 commento per Ricerca applicata in agroecologia, a Milano

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