Newsletter

Vuoi essere aggiornato sui nuovi articoli e sulle nostre attività?

Iscriviti alla nostra Newsletter

L'editoriale

barra1

 

C. A. Rinolfi: 

Gilet gialli a Parigi e giovani volti a Milano

 

Green Economy

barra1

 

franca castellini_2F. Castellini Bendoni: 

Un nuovo alfabeto per la scuola

 

Biotecnologia e Nutraceutica

barra1

 

A. Viglia: 

Acqua: questa sconosciuta

 

Nutrizione e omotossicologia

barra1

 

D. Mainardi: 

Disbiosi intestinale: probiotici e prebiotici

La spada che impara dalla disabilità

olicvett 36Viaggio tra le innovazioni che nascono dalle differenze … 

1 – La spada che impara dalle disabilità, intervista  a Giovanni Lodetti (*).

Giovanni LodettiDottor Lodetti,  Lei oltre ad essere  maestro di scherma è anche Presidente della Onlus  Aipps (Associazione internazionale di psicologia e psicanalisi dello Sport). Ci può dire come nasce la sua Associazione?

La Psicologia Clinica dello Sport nasce a Milano nel 1989 dagli studi di Carlo Ravasini e da me presso l’istituto di Psicologia della Facoltà Medica dell’Università Statale di Milano. È definita disciplina di studio autonoma dalla comunità scientifica psicologica internazionale dal congresso Efpa di Praga del 2007. Attraverso ricerche e studi sul campo ha potuto sviluppare la sua ”mission” per il pieno benessere e crescita della persona impegnata in attività sportive di ogni genere.

E le persone con disabilità che ruolo hanno?

scherma 6La psicologia clinica dello sport ha spesso privilegiato setting inclusivi fra le diverse culture e tipologie di atleti ed anche le persone con disabilità hanno potuto trovare gli spazi adatti e più prolifici per una piena realizzazione del messaggio sportivo di crescita personale. Per questo sono sempre in atto ricerche e sviluppi di azioni che esplorano il rapporto dell’atleta normodotato con quello dalla diversa abilità e il loro incontro, nella ricerca del campo comune di azione o dell’apprendimento dell’altro da Sè, anche diverso, ma in rapporto con la stessa disciplina trattata. E’ come imparare insieme attraverso un nuovo modo che all’apparenza sembra scisso e differente ma che in realtà interagisce e, attingendo l’uno dall’altro modo di affrontare la realtà in atto, potenzia entrambi i modi di agire. Infatti, la disabilità nel mondo del misurarsi atletico ricerca e sperimenta nuovi paradigmi necessari sia per accettare la propria limitazione che per confrontarsi sempre con la limitazione dell’altro. Per farlo occorre sviluppare rapporti di empatia sia con se stessi sia con i compagni, normodotati e disabili, di avventura sportiva.

Questo spesso porta a ricercare e a trovare un nuovo percorso che possa essere il più adatto per trasformare una limitazione in una nuova opportunità; talvolta il processo è guidato da un adeguato training mentale a guida psicologica che realizza innanzitutto “sicurezza” anche in un potenziale nuovo setting di azione sportiva. Emergono così nuove regole condivise e centri d’interazione e integrazione attraverso le nuove esperienze che sono talvolta guidati in un rapporto di alto valore umano.

E la scherma?

due al tavoloIn questa situazione la scherma si è molto distinta in relazione alla sua plasticità nel creare percorsi d’integrazione mediati da un’arma che è una terza parte interattiva fra due individualità.

Nel gioco complesso della scherma entrano in campo emotività e grande coinvolgimento sia nell’agire sia nel trasferire le emozioni da questo agite.

Cosa s’intende per “gioco complesso” della scherma?

Praticare la scherma è una grande avventura. La scherma come disciplina si distingue per la particolarità che ha ben tre armi per esprimersi: il fioretto, la sciabola e la spada. Le prime due sono legate alla convenzione e alle regole imposte da una giuria, mentre la spada è più vicina a uno scontro reale assoluto. In poche parole “chi tocca per primo vince“. La spada è l’arma elettiva del duello che esprime la sintesi pragmatica del toccare senza essere toccati. Questo vale per le persone in piedi, per i ragazzi in carrozzina e per i ragazzi non vedenti. Tutti indistintamente atleti spadisti. Uomini e donne senza distinzione si affrontano in allenamento, così come bimbi, adulti, ragazzi in carrozzina e atleti non vedenti incrociano indistintamente le lame spadistiche per divertirsi insieme.

Sì, possono tirare tutti insieme: chi si mette la benda e diventa atleta alla pari con gli amici con deficit visivo, chi si siede in carrozzina ed eccolo pronto per sfidare i cavalieri seduti…. E così per tutti, bimbi compresi. Oltre a sviluppare coordinazione, rapidità, presa decisionale, la spada e la scherma sono realmente integrativi perché ogni scontro è un incontro fra abilità diverse e diversi approcci di applicazione.  Diversi concetti di apprendimento e diversi sensi sono così per tutti sollecitati a misurarsi e confrontarsi con l’altro da Sè. Tutto ciò avviene senza nessun tipo di resistenza precostituita, ma con l’intento di integrare altri modi di comprensione della tecnica e della sua applicazione: un turbinio di attività provate direttamente con la propria sensibilità motoria sul campo della pedana, per tutti.

Gli schermitori con disabilità possono tirare di spada su una pedana?

in pedanaLa spada è di tutti e per tutti, compresi i ragazzi con sindrome di Down o autistica, non vedenti o affetti da disabilità motorie, come ampiamente documentato dalla letteratura scientifica internazionale di Aipps e dal Centro Studi del Centro di Scherma che funge da laboratorio dal vivo. E’ un metodo efficace per prevenire qualsiasi forma di disagio, per offrire una possibilità di vivere il quotidiano del benessere in ambito sportivo integrato a 360°. E’ un’importante piattaforma di azione per la tolleranza dell’altro da Sè e di sicuro stimolo emozionale per tutti. Questa è la grande peculiarità esperienziale della disciplina che trova a Milano nel Circolo della Spada M° Marcello Lodetti  una, e forse unica, realtà capace di rendere operativo questo meraviglioso contesto di incontro.

 Sul piano delle ricerche cliniche sportive che vantaggi si hanno?

Ci sono innanzitutto evidenti  vantaggi diretti per tutti gli schermitori, che quando si allenano a duellare  bendati con non vedenti acquisiscono nuove sensibilità posturali e  acuiscono le loro abilità di percezione di distanze attraverso i suoni e i rumori. Effetti analoghi si hanno  quando incrociano i ferri in carrozzina: potenziano le abilità del braccio, come ci ricorda nell’intervista  su Youtube il  Maestro Roberta Ravasi, già tiratrice in Coppa del Mondo Assoluti. Rispetto ad ogni altro tipo di allenamento standard, la differenza è evidente sul piano emozionale: in questi casi la scherma diventa vero gioco e la soddisfazione degli schermitori è difficile da esprimere.

Sul piano della ricerca vi è un allievo e un compagno di avventura (sia esso normodotato o disabile), c’è una tecnica da sviluppare, vi è un maestro da cui apprendere o cui far imparare un nuovo modo di sentire. Come comunicare fra tutti gli attori del setting perché ciò crea la massima circolazione di sapere e di empatia.

in carrozzaQuale dinamica e tecnica comunicativa per un passaggio importante e non inficiato da paure reciproche sono fondamentali da intraprendere per la crescita collettiva?

Quanto si può apprendere e come si può rilanciare tutto questo nuovo modo di approcciarsi al corpo scoprendone limiti o virtù mai esplorate?

Come averne beneficio per tutti, in campi anche apparentemente avulsi dallo sport ma che coinvolgono più aspetti del benessere collettivo di persone disabili e normodotate?

Queste le domande che la scienza psicologica in chiave sportiva e clinica si pone e continua a porsi per la migliore gestione emotiva e comunicativa del tutto. 

Lo sport, la scherma, gli studi psicologici di settore possono essere il ponte per un’esplorazione profonda e per la diffusione di una sensibilità sportiva sociale adeguata a questi tempi di universalizzazione dei diritti al benessere e alla crescita.

(*) Giovanni Lodetti, Presidente Aipps – Ricercatore

Per Mondohonline: Carlo Alberto Rinolfi

 

Commenta

  

  

  

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.