Newsletter

Vuoi essere aggiornato sui nuovi articoli e sulle nostre attività?

Iscriviti alla nostra Newsletter

L'editoriale

barra1

 

C. A. Rinolfi: 

La miniera sotto i piedi di Milano

 

Green Economy

barra1

 

franca castellini_2F. Castellini Bendoni: 

L'acqua va in città - Il caso di New York

 

Biotecnologia e Nutraceutica

barra1

 

A. Viglia: 

Acqua: questa sconosciuta

 

Nutrizione e omotossicologia

barra1

 

D. Mainardi: 

L'acqua "vegetale" e il Piatto della Salute

L’acqua va in città – Il caso di New York

in-inverno-central-park-di-new-york-city– di Franca Castellini Bendoni (*)

Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’ affronta il tema dell’acqua,  anzi la “questione” dell’acqua, la risorsa senza la quale l’uomo non potrebbe sopravvivere, ma che è indispensabile per la sostenibilità degli ecosistemi terrestri.  Nel caso delle grandi città il problema del governo dell’acqua è fondamentale soprattutto nella prospettiva di un inurbamento che cresce a ritmi serrati e che prevede, nel giro di pochi decenni, il concentramento dell’80% della popolazione in metropoli sempre più estese.

Ai problemi della quantità di acqua disponibile si aggiungono quelli della qualità: l’acqua potabile deve essere sicura, protetta dalle minacce di inquinamento da parte di attività industriali e agricole, con un sistema di scarichi e di depurazione che garantiscano il diritto dei cittadini ad un’acqua davvero ‘buona’.

Tutto ciò fa immaginare quanto complesso debba essere il sistema di approvvigionamento, gestione e distribuzione di questa risorsa per un insediamento urbano di grandissime dimensioni, ad esempio New York. Il New York Times ne ha fatto un’analisi precisa e, semplificando, ne racconta l’organizzazione e lo sviluppo.

Nel marzo di quest’anno alcune rivelazioni sull’inquinamento dell’acqua hanno suscitato notevole allarme: da qui la decisione di andare a vedere come viene gestita quella che viene chiamata da quasi dieci milioni di persone ‘lo champagne dell’acqua potabile’.

Da dove viene l’acqua di New York?

catskillIl bacino si trova presso i monti Catskill, nel Delaware, a nordovest della città, e provvede al 90% del fabbisogno idrico di New York, mentre il resto proviene dal bacino di Croton.

La sicurezza dell’acqua comincia da qui,  con la protezione del terreno intorno ai fiumi, laghi e bacini idrici del territorio. Il comprensorio delle Catskill  si estende per oltre un milione di acri: il 40% è di proprietà della città, di enti governativi e locali e di enti non profit per la tutela del suolo. Il restante 60% è di proprietà privata, ma regolamentato per impedire lo sversamento di agenti inquinanti. Peraltro New York dispone di sistemi avanzati di disinfezione e di impianti di trattamento delle acque reflue dislocati intorno ai bacini, ed ha supportato cascine e allevamenti nella costruzione di speciali recinti per lo stoccaggio di letame e per impedirne fuoriuscite dannose: un’azione di prevenzione che parte già a monte del percorso dell’acqua, che ha consentito di esentare il bacino delle Catskill dall’obbligo di installare filtri, una dispensa che l’EPA (Environmental Protection Agency – l’ente di tutela ambientale statunitense) dà solo a poche altre città.

L’acquedotto delle Catskill – costruito cento anni fa, lungo 92 miglia (quasi 150 km) – corre sotto il fiume Hudson a 1.100 piedi (335 m.) di profondità e l’acqua raggiunge la città grazie alla sola forza di gravità: un’energia non-stop, efficiente e pulita.

reservoirTuttavia il sistema ha bisogno di un aggiornamento: la municipalità di New York ha stanziato 3,4 miliardi di dollari da spendere nei prossimi cinque anni per numerosi progetti di consolidamento dell’intera infrastruttura: il più importante sarà la costruzione di un nuovo tunnel per bypassare una parte dell’acquedotto Delaware, dove per anni si sono registrate perdite per oltre 18 milioni di galloni al giorno (± 68 milioni di litri). 

 

Controlli e trattamento

L’acqua di Catskill e Delaware confluisce nel grande Kensico Reservoir, dove un sistema robotico analizza la qualità dell’acqua, che viene additivata con cloro e fluoro. sistema-roboticoI livelli di temperatura, pH, nutrienti, batteri sono tenuti sotto controllo costante: in un anno, il sistema ha registrato 1,9 milioni di misurazioni e per le analisi sono stati prelevati più di 15.000 campioni sia nei bacini che nei canali a monte.

Tutti i dati raccolti arrivano ad un computer centrale che registra anche le previsioni del tempo per stimare qualità e quantità di acqua della giornata, ed inoltre effettua proiezioni fino a sei mesi per ogni bacino. Un aspetto importante è la verifica della torbidità dell’acqua: piogge intense o forti venti possono apportare particelle di argilla o di limo che potrebbero intasare il sistema e ostacolare il trattamento dell’acqua. Anche i cambiamenti climatici costituiscono un elemento importante: precipitazioni fluttuanti e variazioni di temperatura influiscono pesantemente sulla qualità e sulla disponibilità di acqua.

A Westchester County c’è  la struttura di disinfezione a raggi ultravioletti più grande del mondo: qui ogni giorno passa più di un miliardo di galloni d’acqua (qualcosa come 3,78 miliardi di litri). Come detto, all’acqua viene aggiungo del cloro, ma non viene trascurato il rischio che composti organici eventualmente infiltrati possono provocare la formazione di composti nocivi: già dagli anni 90 le radiazioni ultraviolette sono state considerate le più efficaci per un trattamento sicuro, ma la loro corretta applicazione richiede che l’acqua scorra ad una velocità costante, ciò che viene ottenuto grazie ad un sistema di tubature che rallentano il corso dell’acqua prima dell’ingresso nei 56 grandi container dove tubi al quarzo emettono  la luce ultravioletta che  elimina i microrganismi nocivi.

Di quanta acqua ha bisogno New York?

hillview-reservoirLo Hillview Reservoir è l’ultima “fermata” prima dell’ingresso dell’acqua nella rete idrica della città: è come una grande vasca da bagno di 900 milioni di litri, il fabbisogno giornaliero della città.

Qui vengono immessi cloro, acido fosforico  e idrossido di sodio, sia per disinfettare e aumentare i livelli di pH che per evitare corrosione delle tubature e rilascio di metalli nocivi.

Tre grandi condotte incanalano l’acqua in discesa, creando così la pressione sufficiente per convogliare l’acqua fino al sesto piano della maggior parte degli edifici. Si può dire che sotto quasi ogni strada di New York ci sia una conduttura dell’acqua che collega ogni edificio al sistema municipale centrale, una rete che si estende per 6.800 miglia (ca. 11.000 km) e che ha costi di manutenzione intorno ai 140 milioni di dollari (anno 2015).sotto-ny

Importanti i test periodici condotti per la rilevazione di contaminanti, fra cui il piombo: su oltre 830.000 linee di servizio, circa 45.000 sono in piombo, così come molte saldature  in ottone e piombo, specialmente negli edifici più vecchi. Tra il 2008 e il 2010 le tubature degli edifici pubblici, inclusi  scuole, biblioteche e parchi, sono state sostituite e si sta lavorando per sostituire  le parti rimaste e completare il rinnovamento della rete.

L’acqua potabile

In tutta la città sono installate circa 1000 stazioni di campionamento, di cui 50 a campione controllate quotidianamente dai tecnici per verificare i livelli di temperatura, cloro e pH e di agenti anticorrosione.  L’anno scorso sono stati effettuati oltre 380.000 test sia in loco per nei laboratori del Queens; particolare attenzione viene data alla eventuale presenza di E.coli, spia di una possibile contaminazione delle acque reflue, oppure di Cryptosporidium o Giardia o comunque di batteri e parassiti nocivi. Le analisi includono il controllo sulla presenza di metalli, contaminanti organici e prodotti chimici non regolamentati, come l’acido perfluoroottanoico o PFOA, un prodotto chimico tossico associato al Teflon. Il rapporto annuale  2015 sulla qualità dell’acqua certifica che, grazie al monitoraggio costante della rete, l’acqua di New York rispetta tutti i parametri statali e federali.

tecnicoI risultati di alcuni controlli federali su edifici a rischio di contaminazione da piombo hanno diffuso una certa preoccupazione fra   gli ambientalisti: nel 2015, su 350 campioni  il 6,6% ha superato lo standard federale di 15 parti per miliardo. Se la percentuale di campioni superasse il 10%, scatterebbe l’obbligo di intervenire per ridurre i livelli di piombo.  L’EPA federale (ente USA per la protezione ambientale)  ha fissato i limiti per oltre 90 possibili contaminanti dell’acqua potabile, e ogni stato è responsabile di garantire il rispetto di questi standard, e può eventualmente aggiungere altri criteri di sicurezza.

Non si può tuttavia trascurare il fatto che esistono migliaia di prodotti chimici industriali che non sono mai stati testati dal punto di vista della sicurezza, ed altri nuovi si aggiungono in continuazione. Il processo normativo è lungo, ma periodicamente l’EPA aggiorna l’elenco di contaminanti  non regolamentati e potenzialmente nocivi, che la ricerca a sua volta esamina per determinare gli eventuali rischi, a quali livelli, e se è possibile sottoporli a regolamentazione. Tutto ciò per garantire alla comunità cittadina un’acqua sicura per tutti.

 

(*) Mondohonline

 

 

 

Commenta