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Il Girotondo dell’acqua

L’economia circolare fa bene all’ambiente e allo sviluppo – da un documento dell’Ufficio d’Informazione a Milano del Parlamento Europeo nell’ambito del Regional Discussion Forum 2016 sull’Economia Circolare.

Il Forum – organizzato dall’Ufficio d’informazione a Milano del Parlamento Europeo – è inteso a diffondere una maggiore conoscenza  dell’economia circolare, farne comprendere il ruolo nell’interdipendenza di tutti i processi della catena del valore e far conoscere le opportunità messe in campo dalla UE al riguardo. In particolare nel novembre scorso (come indicato al punto 3) il tema dell’acqua è stato protagonista di un’iniziativa  presso il Depuratore di Nosedo, premiato a livello comunitario come best practice per il ciclo di riuso dell’acqua attuato con un impatto ambientale ecosostenibile e tecniche all’avanguardia: il miglior esempio per illustrare come i principi dell’economia circolare si applichino con successo nei settori più diversi.

L’economia circolare è oggi un’opzione imprescindibile per uno sviluppo sostenibile e duraturo. Nei sistemi di economia circolare quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita non si producono rifiuti: le risorse restano all’interno del sistema e vengono riutilizzate più volte per creare nuovo valore e ridurre gli impatti sull’ambiente.

L’Unione Europea ha posto l’economia circolare al centro della propria agenda. L’impegno della Commissione Europea e del Parlamento Europeo comprende misure e direttive su temi centrali per l’ambiente, la produzione e la vita quotidiana.

Nel dicembre 2015 la Commissione Europea ha adottato la Comunicazione “L’anello mancante: un piano d’azione europeo per l’economia circolare”, in cui analizza l’interdipendenza di tutti i processi della catena del valore: dall’estrazione delle materie prime alla progettazione dei prodotti, dalla produzione alla distribuzione, dal consumo al riuso e riciclo. Si tratta di un articolato pacchetto di misure che comprende l’elaborazione e/o la revisione di alcune proposte legislative, nonché un piano d’azione generale. Un ruolo cruciale svolgono strumenti trasversali quali l’eco-innovazione, gli appalti pubblici verdi e gli strumenti europei di finanziamento. Il piano d’azione è incentrato su misure a livello di Unione aventi elevato valore aggiunto, ma perché l’economia circolare divenga realtà occorre un impegno a lungo termine a tutti i livelli – Stati membri, regioni, città, imprese e cittadini.

Contestualmente al Piano per l’economia circolare, sono state presentate al Parlamento europeo quattro proposte di modifica di sei direttive attualmente in discussione (direttiva quadro rifiuti, imballaggi e rifiuti di imballaggio, discariche di rifiuti, veicoli fuori uso, pile e accumulatori, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Inoltre la Commissione ha presentato nel marzo 2016 un regolamento per agevolare l’accesso al mercato per i concimi organici ricavati dai rifiuti ed è prevista per il 2017 la presentazione di una proposta legislativa per definire i requisiti minimi di qualità relativi al riutilizzo delle acque.

Il 24 gennaio 2017 la Commissione ENVI (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) del Parlamento europeo ha approvato la versione emendata della proposta di modifica del cosiddetto pacchetto rifiuti, che verrà quindi ora rivisto dal negoziato tra Parlamento, Commissione e Consiglio.

Per favorire la partecipazione a questo processo e diffondere la conoscenza dei valori dell’economia circolare e delle opportunità che l’UE sta mettendo in campo, l’Ufficio di Informazione del Parlamento europeo a Milano ha dedicato il Regional Discussion Forum 2016 proprio al tema dell’economia circolare. Si tratta di un ciclo di eventi itineranti nel Nord Italia rivolti ad un pubblico ampio e diversificato.

  1. Circular Economy (Torino, 24 ottobre 2016). Organizzato in collaborazione con Europe Direct, Dipartimento di Cultura Politica e Società di UNITO e della Città di Torino ha visto la partecipazione tra gli altri del parlamentare europeo Brando Benifei, dei professori Belluati e Padovan dell’Università di Torino e rappresentanti della Città Metropolitana di Torino (che ha recentemente lanciato un programma per l’economia circolare) e di Intesa San Paolo. Ha coinvolto circa 300 studenti delle scuole superiori torinesi e universitari, portando l’attenzione sulle misure adottate a livello europeo per incentivare la transizione dell’Europa verso una economia circolare. E su cosa possiamo fare per cambiare i nostri stili di vita e di consumo per favorire questa transizione.
  2. Workshop Economia Circolare (Milano, 14 luglio 2016). L’incontro ha vista la partecipazione di un panel di una ventina stakeholder, esperti e rappresentanti della società civile. Condotti dal dottor Bruno Marasà e beneficiando della presenza dell’europarlamentare Toia i partecipanti hanno animato un intenso dibattito sulle dimensioni economiche, sociali, culturali dell’economia circolare e sulle opportunità delle proposte avanzate dalle Istituzioni europee
  3. Il Girotondo dell’acqua. L’economia circolare fa bene all’ambiente e allo sviluppo (Milano, 12 novembre 2016). Iniziativa organizzata presso il Depuratore di Nosedo – premiato a livello comunitario come best practice per il ciclo di riuso dell’acqua che attua con un impatto ambientale ecosostenibile e tecniche all’avanguardia – dedicata al ciclo dell’acqua tra città, ambiente e agricoltura. Attraverso testimonianze dirette di esperti, operatori ed agricoltori e la visita all’impianto, l’appuntamento ha permesso ad un pubblico ampio e non specialistico (un centinaio di partecipanti, tra i quali due classi della scuola superiore Mendel di Villa Cortese) di toccare con mano cosa vuol dire applicare i principi dell’economia circolare nella gestione della risorsa idrica, attraverso la depurazione e il riutilizzo agricolo delle acque reflue urbane.
  4. L’economia circolare: cos’è e a cosa serve. E perché ci riguarda tutti (Ferrara, 18 novembre 2016). Incontro dedicato agli studenti di scuola superiore e universitari, ha visto la partecipazione. 
  5. L’economia circolare: cos’è e a cosa serve. E perché ci riguarda tutti (Ferrara, 18 novembre 2016). Incontro dedicato agli studenti di scuola superiore e universitari, ha visto la partecipazione come relatori del professor Borghi (Direttore del Centro di Documentazione e Studi sulle Comunità europee dell’Università di Ferrara), dell’europarlamentare Zoffoli e del dottor Marin (Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile del CNR).

Parallelamente e in sinergia alle iniziative del Regional Discussion Forum 2016, sono stati organizzati da altri soggetti eventi collaterali sul tema dell’economia circolare che rappresentano ulteriori occasioni di confronto e sensibilizzazione:

  1. Città, reti, economia circolare (Milano, Novembre 2016-Gennaio 2017). Ciclo di seminari organizzato nell’ambito del Corso di Sociologia urbana (docente prof. Memo) della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. Come ripensare la città, e l’insieme delle reti socio-tecnologiche che la compongono, in un’ottica di economia circolare? Temi affrontati con esperti ed operatori: gestione e riuso delle acque reflue, sistemi agroalimentari locali, riutilizzo solidale degli sprechi alimentari, sharing economy, agro-ecologia. 
  2. Tavolo Giovani #sostenibile sull’economia circolare (Milano, 20 dicembre 2016). Progetto della Camera di Commercio di Milano che mette a disposizione delle giovani imprese una piattaforma, fisica e virtuale, di visibilità, informazione e networking, al fine di intercettare e promuovere giovani idee imprenditoriali promettenti.

Il Regional Discussion Forum ha permesso di mettere in luce un forte e diffuso interesse per il tema dell’economia circolare, soprattutto tra i giovani, in quanto framework all’interno del quale poter far confluire politiche e interventi – ma anche valori e speranze di cambiamento – volti a ripensare il sistema produttivo ed economico in un’ottica di reale sostenibilità ambientale e sociale. In questo senso si evince come l’impegno che l’Unione europea ha messo in campo sull’economia circolare rappresenta un’occasione importante non solo per rilanciare la capacità di intervento delle istituzioni europee intorno ad un tema così centrale, ma anche in termini di mobilitazione attiva di interessi (gruppi e organizzazioni della società europea) e di una sensibilità diffusa soprattutto tra le giovani generazioni. Più in particolare emergono già da questi primo ciclo di iniziative alcune questioni di interesse sulle quali si potrà discutere nei prossimi appuntamenti:

  1. Come conciliare la forte dimensione tecnica e settoriale che sottende al dibattito sull’economia circolare (si pensi alla complessità e specializzazione dei temi attualmente in discussione nel Parlamento europeo nell’iter di riforma delle direttive) con il bisogno diffuso di partecipazione, soprattutto tra i più giovani? Attenzione a non definire un approccio esclusivamente bottom up al tema dell’economia circolare che non riesce a mobilitare e garantire la partecipazione dei cittadini e delle nuove generazioni.
  2. Al punto precedente si collega la necessità di proporre un quadro unitario (e una narrazione pubblica) che riesca ad integrare e abbracciare la multidimensionalità insita nella circular economy. Ciò che si propone è un nuovo modo di pensare l’economia, la progettazione, la gestione dei servizi e la produzione dei beni, ma anche le scelte e gli stili di vita di individui e famiglie. Il rischio è altrimenti quello di depotenziare la forza dell’economia circolare come cambio di paradigma socio-culturale.
  3. Sono infine emersi timori sul piano degli effetti economici di questo cambio di paradigma. Innanzitutto l’idea che il sovra-dimensionamento degli investimenti per la transizione all’economia circolare possa coinvolgere esclusivamente grandi player industriali e concentrazioni economiche-finanziarie (ad esempio le multinazionali) a discapito delle piccole medie imprese, finendo paradossalmente per impoverire l’attuale ecosistema socio-economico delle startup a vocazione ecologica e sociale e più in generale l’iniziativa economica diffusa, soprattutto giovanile. Inoltre sono emersi dubbi sulla sostenibilità economica e occupazionale dell’applicazione delle nuove direttive. In questo senso è importante che l’Unione europea riesca a proporre soluzioni che concilino sempre il tema della sostenibilità ambientale alla promozione dello sviluppo economico e dell’occupazione.

 

 

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