Newsletter

Vuoi essere aggiornato sui nuovi articoli e sulle nostre attività?

Iscriviti alla nostra Newsletter

L'editoriale

barra1

 

C. A. Rinolfi: 

La miniera sotto i piedi di Milano

 

Green Economy

barra1

 

franca castellini_2F. Castellini Bendoni: 

L'acqua va in città - Il caso di New York

 

Biotecnologia e Nutraceutica

barra1

 

A. Viglia: 

Acqua: questa sconosciuta

 

Nutrizione e omotossicologia

barra1

 

D. Mainardi: 

L'acqua "vegetale" e il Piatto della Salute

I tesori segreti di Sorella Acqua

–  di Carlo Alberto Rinolfi (*) (**)

All’acqua è universalmente riconosciuto l’importante status di risorsa vitale ma poi nei fatti, soprattutto dove abbonda, è maltrattata o data talmente per scontata da essere ancora in parte sconosciuta e sottoutilizzata nelle sue capacità di generare la salute e la ricchezza dei cittadini, che però non possono farne a meno.

Il convegno organizzato da Mondohonline in collaborazione con gli uffici di Milano del Parlamento Europeo  ha iniziato a smuovere le acque con una riflessione multidisciplinare che, nella sessione mattutina presieduta da Claudia Sorlini, si è occupata dei segreti di quella definita da San Francesco non a caso  “sor’aqua, la quale è multo utile, et humile, et pretiosa, et casta”.

Se “utilità” si lega a “humiltà” nello svolgere anche i compiti più ingrati e  se “preziosità” abbinata alla scarsità e alle sue capacità di generare reddito sono qualità facilmente riconducibili all’attualità, la “castità” rappresenta invece un aspetto più complicato ma forse anche più decisivo. Non solo perché oggi la semplice purezza biochimica sembra essere pregiudicata, ma anche perché il Santo della natura alludeva di certo a quel particolare stato di “purezza religiosa” che nell’ottica cristiana più consentiva di avvicinarsi alla dimensione spirituale e divina o, se vogliamo tradurlo in un linguaggio più contemporaneo, permetteva alla dimensione fisica più “materiale” di avvicinarsi a quella più “immateriale”.

Per molti aspetti, il Convegno ha seguito il paradigma francescano con l’intento di affrontare uno dopo l’altro tutti i volti di sorella acqua.

Come un’idra a più teste, l’acqua sussume ancora in sé tutti i caratteri generali individuati dal Cantico delle Creature e, nonostante le formidabili eco-insidie dell’Antropocene, continua a essere ancora oggi l’anello più vitale e misterioso di connessione tra i mondi del conosciuto e del percepito e  quelli dell’ignoto e dell’ancora solo intuito. L’impossibilità di trattenere la multiformità dell’acqua negli stretti paradigmi di una singola disciplina è risultata evidente già nella sessione del mattino quando l’acqua è stata vista come il principale motore della vita e il nutriente più essenziale per la salute delle persone.

Sotto le bandiere della sala convegni milanese del Parlamento Europeo, la chimica verde grazie ad  Aurelio Viglia, e la medicina sociale per voce di Alberto Battezzati, hanno incrociato le loro spade con i formidabili draghi rappresentati dagli effetti dell’urbanizzazione sulla sua qualità: impurità generate dalla città che contaminano acque sempre più impregnate di sostanze provenienti dal consumo crescente di farmaci e droghe o rilasciate dai packaging in materiali  plastici; misture insalubri difficilmente eliminabili che finiscono nei processi d’irrigazione a valle della città col rischio di alterare sul piano genetico i vegetali destinati a nutrire gli animali e gli stessi umani che le generano con i loro consumi e i loro stress.

Come sulla superficie del mare è in continua crescita un pauroso continente di rifiuti galleggianti con conseguenze devastanti, così nel densissimo vecchio continente, attorno e sotto i piedi delle sue metropoli si espandono nuove forme d’inquinamento che pregiudicano la salute dei cittadini e dei territori sino a lambirne la fertilità.

Si tratta di un’area di problemi che non sembra essere ancora messa completamente a fuoco dai pur numerosi parametri di controllo in vigore. Occorre farlo con rapidità poiché in gioco è un nutriente essenziale dell’umanità non potendosi considerare l’acqua separatamente dai soluti che trasmette.

La necessità di sviluppare la ricerca sull’acqua delle città è dunque assoluta  ma non si arresta però soltanto ai nuovi aspetti negativi della sua qualità. Il Convegno ha evidenziato l’esistenza di tecnologie innovative applicabili all’acqua allo scopo di ottenere benefici utili alla salute, tecnologie  nate in  campi non strettamente medici ma che oggi  permettono di intervenire nei processi più sottili di questo straordinario motore di vita.

S’inizia con una tecnologia descritta da Elisabetta Montagna che non interviene sulla molecola dell’acqua, ma la utilizza per capire lo stato di salute delle persone e trarre indicazioni utili per terapie dietologiche. E’ il regno della “bioimpedenziometria” che permette di analizzare attraverso impulsi elettrici a bassa intensità la composizione corporea in termini di acqua totale (intra ed extra-cellulare) e la massa grassa e magra con suddivisione qualitativa di massa cellulare attiva e massa extracellulare.

L’entrata in scena della chimica “supramolecolare” proposta da Paolo Corvi Mora compie invece il primo salto verso il modo di funzionare delle molecole e permette di migliorare la solubilità di particolari nutrienti altrimenti non assimilabili ma molto utili a tutti, e soprattutto importanti per le persone in condizioni d’ipocinesi.  In gioco sono i nuovi trattamenti energizzanti capaci di aumentare la biodisponibilità di nutrienti preziosi come il Coenzima Q10 che svolge un ruolo chiave nei processi energetici cellulari.

Le serie di benefici per la salute che si possono ottenere entrando in relazione più intima con l’acqua a livello molecolare prosegue con quella “ionizzata” presentata da Silvana Becker. Un particolare trattamento dell’acqua che, arricchendola d’idrogeno molecolare, la fa entrare agevolmente nelle cellule, facilita lo smaltimento di scarti tossici, conferisce proprietà antiossidanti, cambia i livelli di alcalinità amplificandone i benefici per la salute. Si tratta di un genere di acqua che,  per esaltare le sue funzioni benefiche senza interferire con i processi digestivi, va preferibilmente  bevuta prima dei pasti nel rispetto dei ritmi dei processi digestivi e comunque sempre assunta in coerenza coi processi di alcalinizzazione e di acidificazione corporei.

I confini delle potenzialità esaminate oltrepassano però quelli più solidi della chimica, biologia ed elettrodinamica per entrare nel regno più sottile della biofisica e dei campi elettromagnetici. E’ il territorio scientifico dei quanti grazie al quale, attraverso le teorie introdotte da Enrico Chiappini ed elaborate da un gruppo di fisici che hanno operato proprio in Milano, si entra in contatto con le dinamiche fisiche dell’acqua all’interno dell’organismo vivente. Da questo punto di vista l’acqua, grazie alla sua  capacità di trasformare il suo stato fisiochimico,  risulta comportarsi come una “matrice primordiale” capace di accoppiarsi ai movimenti dei flussi di liquidi trasformandoli e determinando l’equilibrio metabolico dell’organismo.

Qui il campo sembra spostarsi su un territorio in cui lo sforzo scientifico è ancora da consolidarsi anche sul piano della teoria. E’ lo stretto passaggio che,  tramite gli sviluppi della fisica contemporanea, porta a contatto con la dimensione più psichica della vita sia nella versione dei processi studiati da discipline che si occupano di fenomeni  come lo stress, che attivano precisi processi neuro-endocrino-immunologici, sia nella versione più archetipica e sacra o letteraria che da sempre ha caratterizzato il rapporto con l’acqua da cui tutti proveniamo e che ha alimentato i grandi miti  giunti sino a noi. Tra tutti il convegno ha ricordato, grazie a Gabriella Campioni, quello di Narciso: un essere umano  bellissimo che annega per amore della propria immagine rispecchiata nell’acqua di uno stagno. Un mito che non richiama solo il bisogno del possesso materiale ego-riferito e consumistico del sé apparente,  ma anche l’irrefrenabile desiderio di esplorare il sé più inconscio e ancora da scoprire.

La risorsa vitale racchiusa nella piccola molecola d’idrogeno e ossigeno giunta sul nostro pianeta dallo spazio non ha dunque finito di stupirci sul piano delle sue potenzialità benefiche, il suo vettore di conoscenza non si è ancora esaurito e sta progredendo a livello internazionale. 

Per il capitale scientifico di Milano l’acqua in tutte le sue le forme sembra dunque rappresentare una straordinaria opportunità, mentre per i suoi cittadini e pazienti rappresenta un’esigenza  vitale che richiama a uno sforzo di rigenerazione d’idee capace di liberare tutte le sue straordinarie potenzialità.

(*) Mondohonline

(**) Video dell’intervento di Carlo A. Rinolfi

(**) Video degli interventi di tutti i relatori, in sequenza

1 commento per I tesori segreti di Sorella Acqua

Commenta