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La resilienza che cammina sulle acque

Una strategia di resilienza per le risorse idriche in Lombardia – di Carlo Alberto Rinolfi (*)

Dal Paese che più di tutti utilizza le risorse del pianeta  giungono strane narrazioni. Da un lato il suo capo eletto dall’opinione pubblica scherza  sul riscaldamento globale a fronte di una New york raggelata, proibisce  l’uso di termini sanitari a lui sgraditi non senza aver prima strappato gli accordi di Parigi sul clima e quelli Onu sui migranti.

Tra glaciazioni e surriscaldamenti?

Volendo attribuirgli la dignità di un qualche pensiero logico più nobile di quelli che ispiravano Nerone, sembrerebbe un allegro follower della nuova era glaciale recentemente rinfrancato dal Ciclone- Bomba che sta ghiacciando le onde dell’oceano Atlantico lungo  la costa orientale degli USA.

Questo ci è dato di osservare mentre i media del mondo diffondono il video  di National Geographic  sul riscaldamento globale o quello ancora più apocalittico sui soli ultimi “2 GRADI” che mancherebbero  ancora allo scioglimento simultaneo dei ghiacciai di tutto il mondo.

Sembra di essere catapultati ai tempi di Noè, quando il Signore disse … “tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto”. Uno stravagante modo di risolvere i problemi a suon di terribili secchiate d’acqua che non sembra una prerogativa esclusiva di Jahvè. Persino Zeus si era deciso a distruggere la razza umana con un suo personale diluvio perché la vedeva ormai tropo corrotta e abbrutita. Deucalione lo seppe e costruì la sua mini arca formato famigliare sulla quale pose in salvo se stesso e sua moglie, e così anche lui se la cavò per il rotto della cuffia.

E noi? Novelli orfani di Zeus e Jhavè sapremo cogliere per tempo i segnali del prossimo diluvio universale? Saremo anche noi costretti a costruirci un’arca in fretta e furia o potremo trasformare la nostra casa comune in modo da tutelarla e renderla più sicura, possibilmente senza alzare troppi ponti levatoi?

Relocation Strategy?

Esaurite le credenze in questi miti ci siamo affidati alla Technè che, nonostante il suo portamento laico e razionale, abbiamo eletto a nostra musa suprema confidando in una maggior sensibilità a dispetto della sua mania di farci giocare con oggetti altamente esplosivi e della sua cocciuta propensione a disfarsi di ogni limite. Insensibile alla nostra ormai totale devozione anche lei non scherza quando si tratta del nostro Destino. Stando alla sua concezione del Tempo ci ha già detto che il Sole si spegnerà e con lui anche la terra scomparirà. Non però tra “tra sette giorni” ma tra 4 o 5 miliardi di anni, giusto il tempo occorrente per farci credere persino nella  possibilità di trasferirci tutti altrove. Non avendo ancora elaborato alternative credibili alle sue previsioni, dobbiamo ascoltare la sua voce anche se l’arca questa volta dovrà essere molto grande per garantire  una Relocation Strategy  che non si limiti ai  soliti quattro gatti  meglio armati e più dotati. La furbacchiona, pensando forse alla difficoltà dell’impresa, già ci avverte però che, se continuiamo a volare spensierati sulle sue ali come fece Icaro, rischiamo di combinare qualcosa di così spiacevole da accelerare bruscamente i tempi del disastro. Così la sua coscienza è tranquilla anche perché i miliardi d’anni che ci promette sono riferiti al pianeta Terra ma non a noi.

Il bello è che quel “qualcosa” potrebbe dipendere dalla fantasia dell’asse della terra o dai capricci del sole e di qualche altra stella  ma anche dalla nostra volontà visto che, grazie  proprio alla nostra abilità tecnologica, ci siamo moltiplicati con tanto  impegno, abbiamo ridotto al minimo le altre specie viventi,  prodotto valanghe di rifiuti di difficile smaltimento, alimentato l’effetto serra e allegramente goduti montagne di succulente risorse non rinnovabili.

E per noi, indaffarati abitanti di Mediolanun, ridente  città di un quasi Regno di Mezzo tra i ghiacciai alpini e la pianura padana che porta al mare, cosa può significare tutto questo? Che la neve si raggeli all’improvviso o che i ghiacciai dell’arco alpino si sciolgano al sole,  sempre di scenari catastrofici relativi all’acqua si tratta.

 Resilience Strategy ?

In entrambi i casi ci occorrerebbe almeno una buona  strategia di Resilienza  sul tipo di quelle che ogni impresa richiede alla faretra dei suoi ITC manager per pararsi  dal collasso  di un sistema informativo incappato in uno tsunami tecnologico, dalla scomparsa di un mercato consolidato o da un devastante terremoto imprevisto.

Come avviene sempre per ogni trauma, il segreto consiste nel guardare in volto lo scenario che ci atterrisce e nel saper trovare soluzioni che richiedono in genere repentini e profondi   cambiamenti  nei modi di  vivere di persone, comunità e organizzazioni. Soluzioni non usuali che si possono prevedere e anticipare comportandosi  “come se” si fosse in presenza di un evento catastrofico prima del suo avvento. Soluzioni  faticose  che di solito consentono però di uscire dalle difficoltà più forti di prima anche sui piani culturali e comportamentali.

E’ il processo di resilienza attiva, che ai disabili traumatizzati di tutto il mondo viene richiesto quotidianamente, ed è  proprio quello che serve  anche ai cittadini  del villaggio globale per affrontare in modo positivo le emergenze ambientali. Tra queste, quelle legate alle risorse idriche sono così vitali da imporre un’attenzione particolare.

Sta di fatto che gli scenari di questo 2018  sembrano essere tutti “disruptive” ovvero capaci di generare un cambiamento dirompente dopo il quale nulla è destinato più ad essere come prima. Trovare il modo di capovolgere la disruption a nostro a nostro vantaggio diventa evidentemente sempre  più intrigante.

Nuove sfide anche per la Lombardia e per Milano 

Quanto detto vale anche per la nostra bella Lombardia e per  Milano? Soffriremo di improvvidi periodi di siccità, di inondazioni incontrollate , o niente di tutto questo? Probabilmente il tempo dell’apocalisse dovrà attendere ancora,  ma è difficile che il buon senso pratico lombardo-meneghino  si limiti al triplo vetro antitermico o a meditare sull’esaurirsi  o sporcarsi del suo ricco patrimonio idrico.

E’ vero che possiamo contare su laghi e su pozzi ancora sufficienti per dissetare le città, grazie a imprese pubbliche di tutto rispetto. Le nostre esigenze sono però  talmente  elevate  che variazioni improvvise pregiudicano il funzionamento di un sistema altamente articolato e integrato come il nostro. Tutto consiglia almeno più attenzione e parsimonia nell’uso delle risorse disponibili. La produzione agricola che da sola assorbe oltre la più parte delle risorse idriche è notoriamente la grande sprecona e sembra già essere in difficoltà per l’incostanza delle forniture dovute non solo alla variabilità del clima ma anche per i modi in cui viene irrigata. Lei sa benissimo di essere la prima delle cause di un inquinamento che alle tradizionali radici industriali hs visto crescere anche quelle metropolitane degli usi domestici.

Indipendentemente da un qualsiasi evento a esterno, Milano e la Lombardia, per loro stessa mano, sul fronte delle risorse idriche  vivono già oggi i problemi della qualità sempre più intrecciati a quelli delle quantità disponibili al momento del bisogno.

Non a caso il Comune di Milano ha creato un ufficio per le Resilient cities e la Regione ha avviato “Il piano di tutela e dell’uso delle risorse idriche (PTUA)”. Un piano che per sua natura coinvolge tutte le istituzioni e travalica i confini municipali se non regionali ponendo seri problemi di realizzazione.

Nel frattempo cosa possono fare i cittadini e le imprese?  

  • Il primo passo spetta all’ informazione, che  può  alzare la soglia dell’attenzione con l’intento di stimolare a innescare rapidamente processi costruttivi.
  • Il secondo sarà quello di attivare reti consapevoli e organizzate  per supportare e orientare le azioni proprie e delle istituzioni.

Proprio per questo  Mondohonline, in occasione della giornata mondiale  dell’acqua del  22 marzo 2018,  organizza  un convegno aperto al pubblico  in collaborazione con l’Ufficio Comunicazione del Parlamento Europeo di Milano che avrà per tema : 

“Le nuove resilienze dei territori che possono nascere dalle patologie e dalle emergenze dell’acqua”:

  •  La qualità dell’acqua sarà il focus dei lavori del mattino che punteranno a scoprire la reale situazione dei contaminanti presenti da tempo nel terreno e di quelli emergenti da nuovi usi domestici o stress metropolitani. Si tratta di sostanze non assorbibili dagli organismi biologici che richiedono ricerche, approfondimenti, controlli, informazioni e comportamenti particolari sia da parte dei cittadini che delle imprese. Verranno anche presentate proposte concrete per sviluppare ricerche appropriate di interesse per reti di cittadini e attività educative per rafforzare le capacità di intervento delle generazioni più giovani ed esposte.
  • La quantità delle risorse idriche verrà invece scandagliata nel pomeriggio a livello regionale per individuare lo stato attuale e quello prevedibile nelle sue articolazioni di arco alpino, territori, specificità e impieghi. Si esamineranno le possibili soluzioni per migliorare l’efficienza degli utilizzi, i risparmi e la tutela ambientale con i relativi supporti tecnologici e finanziari. In questa sede saranno anche ad affrontati gli strumenti pubblici necessari a partire dal bilancio integrato delle risorse idriche regionali e dal coinvolgimento attivo dei cittadini.

 (*) Presidente Mondohonline

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