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Acqua bene prezioso ma in pericolo

L’acqua: bene prezioso e trasparente, ma in pericolo, come la realtà spesso ci ricorda – di Franca Castellini Bendoni (*)

Articoli recenti sulla stampa internazionale hanno riportato crescenti allarmi per l’inquinamento delle acque da microplastiche, a partire dai mari: la Pacific Trash Vortex, la famosa ed inquietante ‘isola’ che galleggia nel nord del Pacifico ha raggiunto dimensioni enormi, circa 700mila chilometri quadrati, una superficie di pattume grande quasi come la Francia. Gli allarmi diventano sempre più incalzanti perché l’acqua è elemento fondamentale e indispensabile alla salute della terra intera e perché, oltre alle plastiche, molti altri subdoli contaminanti si riversano nell’acqua e si inseriscono nella catena alimentare, costituendo una potenziale minaccia per la salute di una umanità sempre più concentrata nelle città.

 In particolare è l’acqua potabile che più da vicino interessa il cittadino, perché è l’elemento idrico diretto alla base della sua  vita quotidiana e perché  entra in tutti gli aspetti dell’alimentazione attraverso animali e piante che ci forniscono i cibi destinati alla nostra tavola [1]. Qual è la realtà, oggi, nelle grandi città?

Vecchi e nuovi inquinanti per le città: il caso di Indianapolis (USA)

Dopo i contaminanti che derivano da qualche secolo di industrializzazione e di sviluppo della moderna agricoltura ne stanno nascendo di nuovi legati ai consumi più tipici dell’urbanizzazione. Il risultato è un’allerta generale che spinge a rafforzare il monitoraggio delle qualità dell’acqua.

Recentemente l’Environmental Working Group in USA ha effettuato una serie di rilevamenti sull’acqua potabile di numerose città USA  ed ha diffuso i dati in un Report del luglio scorso, ripresi dal quotidiano cittadino Indy Star [2], nel quale ha individuato alcuni contaminanti potenzialmente dannosi per la salute umana (effetti sul sistema nervoso o legati a cancro, cervello o a difetti dello sviluppo).

Nessuno degli agenti inquinanti ha però superato i limiti legali stabiliti dallo Safe Water Drinking Act federale americano e – buona notizia per i cittadini di Indianapolis – la qualità dell’acqua potabile nella città è migliorata rispetto al precedente rapporto datato 2009. Tuttavia i test sollevano qualche preoccupazione perché nove dei contaminanti, tra cui arsenico, cloroformio e prodotti chimici radiologici, sono stati trovati in quantità superiori ai livelli che molti scienziati ed esperti sanitari ritengono sicuri.

Note: i numeri si riferiscono a parti per miliardo dei contaminanti rilevati
** Il 2015 è stato il primo anno di rilevazione per Clorato e Cromo esavalente
*** Il Cromo esavalente, o cromo-6, diventato famoso con il film ‘Erin Brockovich’, è cancerogeno, ed è stato rilevato nell’acqua potabile di 250 milioni di americani dei 50 stati. Al momento non ci sono regole federali al riguardo
Fonte: Environmental Working Group- EWG                                      Michael Campbell/Indy Star
Analisi dati: SarahBowman/Indy Star

 

Ai fini dell’indagine sulla qualità dell’acqua potabile l’EWG ha raccolto e analizzato i dati di quasi 50.000 aziende del servizio idrico pubblico nei 50 stati e nel distretto di Columbia. A Indianapolis, il Citizens Energy Group – CEG, che eroga l’acqua potabile alla città, ha testato oltre 100 diversi contaminanti e ne ha rilevato 24, tra cui i nove che hanno superato i livelli previsti per la tutela della salute. Tra questi l’atrazina, potenzialmente cancerogena o dannosa per il sistema riproduttivo; il clorato, che può compromettere la funzionalità della tiroide; e il cromo esavalente, anch’esso potenzialmente cancerogeno.Allo stato attuale, queste sono le linee guida:

Ppb = parti per miliardo
*Per questi contaminanti non ci sono, allo stato, limiti federali
** Il Cromo esavalente, o cromo-6, è cancerogeno, ed è stato rilevato nell’acqua potabile di 250 milioni di americani dei 50 stati. Al momento non ci sono regole federali al riguardo
Fonte: Environmental Working Group- EWG                                      Michael Campbell/Indy Star
Analisi dati: SarahBowman/Indy Star

 

Fonti da controllare e interventi da attivare

Molti di questi contaminanti possono arrivare all’acqua da reflui agricoli e industriali, mentre altri sono sottoprodotti del processo di disinfezione. Secondo il responsabile della qualità delle acque e del controllo del sistema di erogazione del Citizens Energy Group, questi risultati non sono necessariamente sorprendenti in quanto le centrali idriche del gruppo verificano e monitorano spesso l’approvvigionamento idrico.

Il  Citizens Energy Group stabilisce infatti propri standard rigorosi  e applica un processo di monitoraggio più stringente rispetto a molte altre utility. Sono quattro gli interventi di base previsti per ripulire l’acqua: rimuovere sporcizia e residui solidi, disinfettare batteri e microorganismi, rimuovere sostanze organiche, come fogliame decomposto ed erbicidi, e inorganiche come i metalli. Tra le prove di potabilità, si effettuano test per batteri coliformi, e-coli, nitrati, arsenicali.

Tuttavia, dal processo di disinfezione di erbicidi come l’atrazina – una delle sostanze chimiche rilevate – spesso risultano alcuni sotto prodotti come clorati e cloroformio: è quindi molto importante che il sistema di monitoraggio assicuri acqua pulita, senza batteri e sostanze chimiche e allo stesso tempo tenga sotto controllo i contaminanti dannosi, affinché rimangano sotto i limiti normativi legali, considerati sicuri per il consumo.

Normative di sicurezza da aggiornare e consumatori da coinvolgere

Tuttavia i limiti normativi stabiliti dal Safe Water Drinking Act sono essi stessi parte del problema: molti infatti non sono aggiornati o sono stati fissati tenendo conto prevalentemente di considerazioni politiche e di costo.

 Altri contaminanti, fra cui alcuni di quelli rilevati a Indianapolis, non hanno limiti normativi perché l’Environmental Protection Agency – EPA in 20 anni non ha integrato nuove  sostanze chimiche all’elenco di contaminanti regolamentati. Per questo motivo l’EWG si è basato sulle ricerche scientifiche più recenti che hanno valutato quali sono i livelli che comportano rischi per la salute.

L’ultimo rapporto nazionale pubblicato dall’EWG sull’acqua potabile è del 2009: Indianapolis era classificata tra le peggiori grandi città degli Stati Uniti con l’individuazione nelle sue acque di 25 diversi inquinanti, 11 dei quali superavano le linee guida sulla salute e due sopra i limiti legali.  Il rapporto più recente riporta i dati dei test eseguiti nel 2010-15. In questa occasione l’EWG ha scelto però  di  rinunciare alle classifiche, ritenendo il confronto non equo o non corretta la rappresentazione della qualità delle acque delle città.

Tuttavia, i risultati del rapporto suggeriscono alcuni miglioramenti: partendo dalla fonte, è fondamentale fermare l’inquinamento prima che raggiunga l’approvvigionamento idrico, e ciò include la riduzione al minimo dei reflui agricoli e industriali. Inoltre, i consumatori non sono completamente impotenti, possono anzi diventare parte attiva nel processo di miglioramento dell’acqua che arriva nelle loro case: ad esempio, possono adottare l’uso di un sistema di filtrazione dell’acqua, che può essere il semplice utilizzo di filtri a carbone a basso costo oppure un più complesso sistema di osmosi inversa.[3] 

I consumatori potranno utilizzare il database dell’EWG per cercare informazioni sull’acqua che bevono semplicemente inserendo il proprio codice di avviamento postale o il nome dell’azienda erogatrice del servizio: conoscendo meglio lo stato dell’acqua che bevono saranno maggiormente motivati a richiedere l’adozione di standard e responsabilità più rigorosi.

Le attività di controllo in  Italia

Sono molte le istituzioni che nel nostro paese si occupano di valutare e controllare lo stato di salute dell’ambiente nazionale. Nel caso dell’acqua ad esempio operano le ARPA (Aziende  regionali per la protezione  dell’ambiente)   mentre  l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) conduce periodicamente analisi e controlli sulla sostenibilità ambientale per la contaminazione da pesticidi nelle acque di superficie e sotterranee (falde) su tutto il territorio nazionale .

Nel 2016, nel corso del 7° Convegno Internazionale per le Statistiche in Agricoltura (ICAS)[4] è stato presentato  uno studio in particolare  sulla persistenza di contaminanti in acque  in un’area sufficientemente grande, come il bacino del Po,  soggetta a elevate pressioni antropiche, sia agricole, sia industriali, con una fragilità idrologica abbastanza importante. L’obiettivo di questi studi periodici è quello di individuare le criticità indotte dall’uso prolungato di contaminanti e di valutare il grado di resilienza dell’ambiente per ritornare a condizioni sostenibili. Da qui, segnalare ai Ministeri e agli organi regionali e locali di competenza problemi e possibili interventi.

L’opinione pubblica è sempre più interessata a conoscere tutti gli aspetti che hanno risvolti importanti per la qualità della propria vita quotidiana. L’acqua naturalmente è l’elemento fra i più significativi, e c’è ormai una diffusa consapevolezza che le attività agricole e industriali hanno un impatto severo sull’ambiente.

Non sempre le notizie con il corretto valore scientifico sono accessibili ai cittadini e in talune parti d’Italia  non vengono svolti i monitoraggi necessari o non se ne conoscono i risultati .

Non è il caso della Lombardia ben monitorata dall’ Arpa locale che mette a disposizione tutti i dati in forme puntuale. Anche in Lombardia però notizie di stampa allertano periodicamente sulle emergenze legate alla qualità e alla quantità dell’acqua disponibile per la cittadinanza: si parla spesso di nuove patologie derivanti da contaminanti e si auspica l’implementazione di controlli più stringenti, innovazioni tecnologiche, sistemi di risparmio della risorsa e della necessità di educare il cittadino a comportamenti virtuosi per il bene della comunità. Di tutti questi temi parleranno il 22 marzo esperti del settore nel corso del convegno ‘Nuove resilienze metropolitane dalle patologie ed emergenze dell’acqua’ che Mondohonline organizza in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua.

L’acqua è trasparente, ma proprio per questo è importante proteggerla, e proteggere la nostra salute, dai molti contaminanti che non si vedono fisicamente, ma i cui effetti possono restare latenti per anni e scaricare i loro effetti sulle generazioni future . Un sistema in grado di fornire acqua potabile pulita e sicura  e priva di contaminati può assicurare ai cittadini benefici a lungo termine per la salute della comunità intera.

 

(*) Mondohonline

 

[1] Mondohonline dal 2017 ha iniziato ad affrontare  queste tematiche con il convegno ‘Acqua per la salute dei cittadini e delle città’. Il percorso prosegue il 22 marzo 2018 con il convegno ‘Nuove resilienze metropolitane dalle patologie ed emergenze dell’acqua

[2] Indy Star, July 26, 2017: https://www.indystar.com/story/news/2017/07/26/contaminants-indy-water-raise-some-concern-new-report-shows/508864001/

[3] L’osmosi inversa è un processo di filtrazione dell’acqua in cui i solidi inorganici disciolti (come i sali) vengono rimossi da una soluzione (come l’acqua). Ciò è ottenuto dalla pressione dell’acqua domestica che spinge l’acqua del rubinetto attraverso una membrana semipermeabile.

 [4] La Stampa: http://www.lastampa.it/2016/09/13/scienza/ambiente/inchiesta/la-terbutilazina-il-pesticida-agricolo-che-ha-invaso-lacqua-del-bacino-della-val-padana-LPy9Axj0if4Bz3YmPG93tN/pagina.html

 

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