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Lombardia: le risorse idriche per l'agricoltura

Dal Convegno ‘Nuove resilienze metropolitane dalle patologie ed emergenze dell’acqua’ – Mondohonline, 22 marzo 2018

Sintesi dell’intervento  di Andrea Corapi (*)

Il complesso ed esteso sistema idrografico e idraulico permette di utilizzare in modo efficiente l’abbondante disponibilità di acqua presente nella regione.

Il sapiente utilizzo della risorsa ha contribuito allo sviluppo socio-economico della Lombardia, la cui agricoltura è tra le prime in Europa per qualità e quantità delle sue produzioni.

L’uso irriguo prevale sugli altri impieghi e risulta essere dell’84%; se invece si considerano anche le portate idriche oggetto di concessione per produzione di energia idroelettrica esso scende al 20%.

Per l’irrigazione l’86% dell’acqua è derivata da corpi idrici superficiali, il 12% da pozzi ed il 2% da fontanili. Prevalgono le derivazioni a gravità ed il trasporto dell’acqua con canali a pelo libero. Il reticolo idrico di bonifica e di irrigazione si stima essere di circa 40.000 km, dei quali 18.000 km circa gestiti dai consorzi di bonifica.

L’irrigazione è esercitata per lo più in forma collettiva da enti irrigui (consorzi di bonifica, di miglioramento fondiario, di irrigazione, ecc.), mentre le aziende agricole sono titolari di concessione solo per il 18 % ca. delle portate concesse.

La stagione irrigua decorre dal 1° aprile al 30 settembre, anche se l’irrigazione è cruciale nel periodo giugno/agosto. I metodi irrigui prevalenti sono lo scorrimento, la sommersione e l’aspersione. Soprattutto nelle coltivazioni ortofrutticole si applica anche la microirrigazione.  

I sistemi irrigui (opere di presa, rete di canali e metodi irrigui) complessivamente richiedono poca energia ed hanno una bassa efficienza di impiego dell’acqua, se valutata sul singolo campo irrigato. Se consideriamo il consistente interscambio tra le acque superficiali e quelle sotterranee, l’efficienza migliora sensibilmente a livello territoriale. La multifunzionalità delle opere e delle attività di bonifica e irrigazione è ormai riconosciuta e costituisce un valore molto apprezzato.

Pur rilevando complessivamente una buona efficienza nell’uso dell’acqua, si rendono comunque necessari interventi ed azioni, per adeguare il sistema delle risorse idriche ai nuovi scenari che si stanno prefigurando a causa dei cambiamenti climatici in atto, in coerenza con le indicazioni della pianificazione distrettuale e regionale, che hanno tra i propri obiettivi il risparmio e l’uso efficiente e sostenibile dell’acqua.

Lombardia, terra ricca d’acqua

La Lombardia possiede una conformazione geomorfologica e un sistema idrografico e idraulico (ghiacciai, invasi artificiali alpini, grandi laghi prealpini  regolati ed un fitto reticolo idrico naturale ed artificiale) che, unitamente alle abbondanti precipitazioni nelle aree montuose, le permette di disporre e di utilizzare enormi quantità di acqua per i vari usi. Nella pianura lombarda è presente una delle maggiori riserve idriche sotterranee d’Europa.

Il volume d’acqua annuo concesso (ca. 155 miliardi di mc) è 5 volte la quantità degli afflussi meteorici (ca. 27 miliardi di mc/anno). Questo è possibile perché la stessa acqua viene utilizzata più volte per il medesimo uso e/o per usi differenti. A tal fine sono importanti le restituzioni ai corpi idrici superficiali (uso idroelettrico, raffreddamento centrali termoelettriche, in parte uso irriguo) e i rilasci ai corpi idrici sotterranei (uso irriguo).

La rete dei canali e delle opere di bonifica e di irrigazione

L’irrigazione e la bonifica in Lombardia sono pratiche antiche. Il reticolo idrico artificiale, costruito nei secoli scorsi, è strettamente interconnesso a quello naturale e caratterizza in modo marcato il paesaggio e l’ambiente del territorio di pianura. Costituisce una solida base dello sviluppo socio-economico della Lombardia.

Importanti canali ed il sistema dei fontanili hanno infatti secoli di vita e presentano tracciati lunghi anche diverse decine di km:

Secolo X: Seriola Vetra

Secolo XII: Naviglio Grande Milanese, roggia Vettabbia

Secolo XIII: Canale Muzza

Secolo XV: Navigli Martesana, Bereguardo, Binasco-Pavia

Secolo XIX: Cavo Marocco, Naviglio Pavese, canale Villoresi

Nel XX secolo sono stati costruiti altri importanti canali irrigui (es. Canale Virgilio) e le principali opere di bonifica idraulica (impianti idrovori e relativi canali). Nella prima metà del ‘900 sono state realizzate le opere di regolazione dei grandi laghi prealpini

Cosa si sta facendo per  affrontare le situazioni di scarsità e per migliorare l’uso razionale ed efficiente dell’ acqua

Miglioramento del quadro delle conoscenze e potenziamento dell’attività di monitoraggio (disponibilità e utilizzo dell’acqua, lo stato qualitativo dell’acqua e dei corpi idrici, il rilascio del deflusso minimo vitale per le grandi derivazioni), la quantificazione dell’interazione tra le acque meteoriche e irrigue con quelle sotterranee, l’implementazione dei bilanci idrici;

Potenziamento delle azioni di governance (es. Osservatorio permanente degli usi idrici) a livello di distretto idrografico e regionale. Regione  Lombardia nel 2007 aveva costituito una Cabina di regia ed avviato l’attività che ha portato al Patto per l’acqua siglato tra i vari portatori di interesse e istituzioni nel 2009;

Approvazione ed attuazione della pianificazione in materia di risorse idriche e di bonifica ed irrigazione;

In situazioni di scarsità si interviene sulla gestione della risorsa, riducendo i prelievi ed allungando i turni irrigui, ecc.;

Modifica degli ordinamenti colturali e conversione dei metodi irrigui in coerenza con le indicazioni della pianificazione;

Interventi strutturali sugli impianti, manufatti e rete irrigua alla sua effettiva disponibilità (importante ammodernamento della rete e degli impianti);

Principali strumenti finanziari: fondi europei, statali, regionali, dei consorzi, ecc.

 

(*) Regione Lombardia – D. G. Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città Metropolitana

Link alla video-registrazione dell’intervento

 

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