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THE POLTERGEIST AREA: un film per mutare l'immagine del mondo

THE POLTERGEIST AREA  – di Federico Osmo Tinelli (*)

 Il cambiamento climatico spinge a nuovi modi di vivere e questi sono influenzati da come il mondo viene immaginato e narrato dai mezzi di comunicazione. La cinematografia svolge un ruolo decisivo e per questo abbiamo posto alcuni quesiti al regista Federico Osmo Tinelli,  a cui Mondohonline ha affidato la realizzazione del video “L’ALTRO MELO” uscito in occasione dell’EXPO.

Federico, ti sappiano impegnato nel tuo nuovo film “THE POLTERGEIST AREA”, un interessante progetto di ricerca che si appella alle risorse della rete e di cui sappiamo essere in corso una campagna di finanziamento.

Ci puoi dire qual è il rapporto con l’ecologia/la natura che il tuo film propone all’immaginario attuale?

La domanda contiene due criteri: l’ecologia e l’immaginario attuale. L’ecologia per me s’intreccia con l’ambientalismo ma non gli corrisponde; è bensì una modalità di pensiero che si preoccupa di riflettere su un tutto organico. Nel mondo del teatro e dell’arte la parola “organico” ha un significato differente, diverso da quello che si usa in chimica e in biologia. In chimica e in biologia si riferisce a strutture molecolari complesse a base di carbonio (sostrato materiale della vita), nell’arte e nel teatro l’aggettivo si usa per definire la capacità dell’artista/regista di creare un’opera armonica, coerente, compiuta e tuttavia viva, vibrante, capace di entrare in risonanza con i fruitori. THE POLTERGEIST AREA si preoccupa di essere “organico” sia in termini ecologici che artistici.

Tu mi chiedi, caro amico, di esprimermi in merito a “l’immaginario attuale” ma io non lo conosco con precisione, lo presumo. Dove vedo che vengono fatte delle “forzature” cerco di decostruire chi mi pare sia vittima di una manipolazione.

Un esempio recente, tra milioni di esempi possibili: il giorno in cui si celebrava la mamma (12 maggio), viene postato sui social un video in cui si vedono diverse volatili (madri) che portano i vermi ai piccolini, in attesa dentro ai nidi con le bocche spalancate; ora, invece di lasciare l’audio originale, era stata messa musica melodica eseguita al pianoforte. Capito? Volevano dirci, e senza ironia, che le volatili fossero delle brave commoventi mamme: ecco, questo è un atteggiamento totalmente anti-ecologico oltre che antipoetico, un modo per tradire tutti e tutto, volatili e umani, realtà e arte.

A queste condizioni abbiamo la filosofia ecologica o l’ecologia filosofica…  Che non è mai mera descrizione dell’ambiente tout court, bensì capacità di creare connessioni e concetti astratti utilizzando (in maniera non utilitaristica) i comportamenti biologici.

Quindi, a condizione di saper ascoltare la natura, si può filosofare con il bios e con il mondo organico senza per forza dover inventare qualcosa. THE POLTERGEIST AREA non inventa nulla, connette in modo nuovo quel che esiste già.

Come il tuo film innova il linguaggio?

Intanto va detto che, almeno secondo me, la priorità non dovrebbe essere rinnovare il linguaggio, né cercare uno stile particolare; sia il linguaggio che lo stile dovrebbero essere la conseguenza di una ricerca radicale della verità o quanto meno di una verità. Faccio un esempio: è pieno di stupefacenti pittori della scuola fiamminga medievale, ma quando si guarda Bosch, s’intende bene che lì l’arte sia un mezzo e non un fine; un mezzo per ottenere cosa? che i fruitori giungano, anche solo per un singolo eterno istante, a sfiorare la forza del disegno trascendente. Che cos’è il disegno trascendente? Si potrebbe dire che sia la natura dietro alla natura.

Per me un artista è chiamato a far questo, deve saper cogliere visivamente quell’ordine nascosto, quell’architettura che sorregge tutto l’esistente; se ad uno sguardo distaccato quel che si vede nei quadri di Bosch sembra assurdo, folle, illogico o irrazionale, in qualche modo la (sua)visione è capace di palesarsi come l’emanazione stessa della biodiversità in natura e il principio di tutta la storia umana, nel sublime e nell’orrore.

THE POLTERGEIST AREA fa questo tipo di lavoro ma non voglio dire troppo; diciamo che una stessa “morfologia” si manifesta sia nel comportamento della materia in certe condizioni, sia in certe specie animali e vegetali, sia in certi manufatti di produzione umana, sia nei concetti cardine di una parte del pensiero filosofico; il film si prende la briga di palesarlo attraverso le immagini e i suoni, non senza una buona dose di ironia.

Che tipo di disabilità cognitive dell’era digitale affronta il Film?

Di nuovo, caro amico, non essendo un sociologo della comunicazione, non so se possa azzardarmi a fare considerazioni sulle disabilità cognitive dell’era digitale. Ho personalmente avuto modo di notare che quando le persone sono costrette a spegnere il telefonino, al cinema per esempio, ovvero quando sono indotti a staccarsi dalla loro connessione permanente al World Wide Web, che letteralmente significa Mondiale Grande (Ragna)Tela, come se si liberassero dalla prigionia di un enorme ragno, felicemente si gustano il loro tempo.

Oggi, il solo fatto di pensare un contenuto per il cinema (anche se poi fruito nell’appartamento) e non per la rete, seconde me è un modo per richiamare “i connessi” a pensarsi in altro modo, non più come delle informazioni caotiche ma come individui chiamati a padroneggiare un discorso. Ho quest’idea che la W.W.W. sia la logica conseguenza dello stato di asfissia permanente della civiltà contemporanea; oggi è come se tutti si sentissero seppelliti da vivi e cercassero quindi costantemente la connessione aerea per aver salva la vita, da quella terra che pare ingoiarli continuamente; colpa è anche della “cultura filosofica”, che è diventata spesso incapace di essere leggera e che viene quindi vissuta come mortifera.

Io per primo scappo se mi si vuole appesantire l’animo. Il mio film è divertente anche se impegnativo. Non so se ti ho risposto.

Come fare la ricerca sulla struttura dell’intuizione?

La struttura dell’intuizione… secondo me ci hai preso; detto così è molto astratto ma credo che a conti fatti il film metta in scena questo, anche se in modo che sia alla portata di chiunque; il film è semplice, non facile ma semplice. Comunque, l’intuizione, secondo me, non è nient’altro che una sorta di riassunto repentino di una molteplicità: come si dice nella filosofia olistica “il tutto è più della somma delle parti”, ecco l’intuizione coglie quel tutto, in pochissimo tempo, partendo da una disamina di tutte quelle parti contemporaneamente. Tant’è che spesso la persona intuitiva deve imparare a razionalizzare i vari passaggi che ha fatto per giungere a quella conclusione; questo accade con un percorso a ritroso, che dall’intuizione riporta indietro verso la consapevolezza dei vari frammenti di partenza.

Il sottotitolo di POLTERGEIST AREA è “specchiati la mente!”, ecco questo vorrebbe ottenere il film, di rendere consapevole il fruitore del suo stesso funzionamento o meglio del comportamento biologico non del cervello bensì del pensiero.

Volendo partecipare alla campagna di finanziamento del film cosa si deve fare ?

Al link http://kck.st/2WeXTKD   si accede al trailer e alla descrizione del progetto sul profilo  Kickstarter, per qualunque chiarimento mi si può contattare direttamente via mail federico.iris.osmo.tinelli@gmail.com

 

(* ) Regista – Milano 

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