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Disbiosi intestinale: probiotici e prebiotici

Clima ed esseri umani

– di Gabriella Campioni (*)

Ho letto con molto interesse gli articoli che vanno a comporre e arricchire l’importantissimo capitolo dell’osservatorio di MondoHonline sul riscaldamento globale e il clima e desidero dare un mio ulteriore contributo, come sempre, di note sparse da profana.

Stamani, alla radio, il Rettore di un ateneo triestino, parlando di Fisica Quantistica e di (non ancora sviluppati) computer superveloci, ha detto una frase che mi ha provocato un fremito di gioia: occorre una contaminazione fra scienza e umanesimo e già se ne vedono i segni. Quel “già” può avere un senso anticipatorio, ma anche riferirsi al passato (analogo a “ex” o “fu”): Leonardo, Einstein, Bohr, per non citarne che tre, “già” coniugavano dentro di sé scienza e umanesimo o addirittura spiritualità.  Spiritualità intesa non come religione, bensì come senso della sacralità della Vita, del Mistero e dell’intima uni-tarietà di un uni-verso i cui componenti sono infiniti, inscindibilmente interconnessi e ognuno di essi riflette e contiene la totalità (ne è una piccola prova lo stemma di Bohr con il motto “Contraria sunt complementa” e il simbolo del Tao). Quelle sono precisamente le cose che, a mio personale avviso, abbiamo perso di vista oggi. E sono alla base di molti nostri guai.

La coda d’inverno che ci  ha regalato questo Maggio 2019 è stata colta al volo da alcuni per proclamare che il riscaldamento globale è una bufala, tutt’al più c’è riscaldamento in certi Paesi e in altri no. A parte la differenza tra clima e tempo atmosferico e ogni altro eventuale commento, un articolo del Centro Dati sui ghiacci dell’Università di Boulder (Colorado) afferma in pratica che sì, c’è uno sconvolgimento climatico e sì, si stanno rivelando temperature anormalmente fredde un po’ ovunque, ma non è di questo che potrebbe morire il pianeta, bensì di una “annichilazione” della popolazione di insetti del pianeta con catastrofiche conseguenze sulle biodiversità e su tutti gli ecosistemi planetari, una sesta estinzione di massa. Lo si vedrebbe già nei conteggi dello sperma umano… 

A chi credere, allora? A mio personalissimo avviso, il punto è che tutte queste cose (il riscaldamento o raffreddamento, lo sconvolgimento climatico, la decimazione degli insetti, la perdita di biodiversità e tutto il resto) sono  tessere di un puzzle estremamente complesso che non possono essere considerate a sé stanti. Altre tessere possono essere l’antropizzazione, le nuove tecnologie, la gentrificazione, la deforestazione, l’inquinamento, le bio-ingegnerie, l’energia, i cicli naturali, i cicli solari, l’incremento demografico mondiale (ma come fa a incrementarsi se nascono meno bambini di quanti necessari per assicurare il ricambio generazionale, un trend che si manifesta anche nei Paesi poveri a mano a mano che si sviluppano,  e lo sperma maschile è meno fertile?)… Ci sarebbe persino, qualcuno sostiene, che la Terra, insieme al sistema solare, si sarebbe spostata in una zona della galassia per noi nuova, esponendoci a radiazioni alle quali non siamo abituati. C’è insomma, di tutto e di più in una sorta di matassa ingarbugliata, ma resta il fatto che, agendo su un elemento, influiamo inevitabilmente su altri elementi e sul tutto. Dobbiamo uscire dall’attuale mentalità lineare per trovarne una non-lineare: anche questo ha detto il Rettore di cui sopra. Che cosa significa mentalità non-lineare? Pur se qualcuno dà suggerimenti in proposito, è da scoprire, ma forse potremmo cominciare con una definizione già un po’ meno ignota: una mentalità sistemica. In realtà, per quanto io possa capirne, si tratterebbe di una mentalità quantica… e comunque dovrebbe essere diversa dall’attuale: che l’abbia detto o no Einstein, come qualcuno sostiene, mi sembra lapalissiano che sia follia aspettarsi risultati diversi facendo le stesse cose e che un problema non possa essere risolto con la stessa mentalità con cui è stato creato.

Sempre a mio personale avviso, c’è un’altra tessera del puzzle che qualcuno potrebbe considerare folle: lo chiamerei surriscaldamento mentale. Il mio medico psicosomatista, anni fa, mi dimostrò efficacemente che la mente non è meno fisica della materia, stimolandomi a una ricerca che mi appassiona da un trentennio (ma pur sempre da profana). Basta dare un’occhiata a certi talk show, soprattutto se partitici, alle notizie del TG o a certi post sui social per rendersi conto di quanto facilmente le menti si surriscaldino e degenerino in odio, bullismo, prima o poi guerre. La metafora del battito d’ali di una farfalla qui che diventa un ciclone dall’altra parte del pianeta, ripresa persino dal Sole 24 Ore anni fa, si applica anche e soprattutto a questo. Davvero crediamo che noi si comunichi solo con le parole? Davvero crediamo che i nostri pensieri restino confinati nella nostra testa senza influenzare l’intorno? Proviamo a stare vicino a un depresso o, viceversa, a un entusiasta e vediamo come ci sentiamo.  Vediamo come ci sentiamo accanto ad alberi rigogliosi, in un ambiente degradato o in una situazione piena di gente “schizzata”. E se vogliamo esempi di più ampia portata, andiamo a vedere quante scoperte sono state fatte contemporaneamente in due o più luoghi diversi e distanti del pianeta o a quanto rapidamente scoppino certe “mode”, magari a seguito di post su Facebook di illustri sconosciuti che diventano pressoché istantaneamente “virali”.

Mi si obietterà che il mio nesso tra surriscaldamento mentale e ambiente non regge, visto che abbiamo temperature più basse del solito. E se fosse che questo “fuoco” ha bruciato, se non tutto, gran parte?

Mi si obietterà anche che la Vita ha bisogno di fuoco. Verissimo, ma c’è un fuoco che distrugge, quello della bellicosa razionalità, e un fuoco che alimenta, quello del cuore. L’americano HeartMath Institute conduce da molti anni una ricerca sui vantaggi che si ottengono educandosi a una “coerenza” tra mente e cuore, una condizione di sintonia e “collaborazione” tra i due. Sono vantaggi personali, ma anche mondiali, che vengono perseguiti, ad esempio, grazie all’impegno di volontari e monitorati mediante alcuni sensori in diversi luoghi del Pianeta.

Potremmo addirittura dire che la Terra e l’umanità sono organismi senzienti dotati di una sensibilità che non riconosciamo a livello razionale. Sul suo sito c’è un grafico (qui a lato) che rivela picchi di frequenza inauditi già due o tre ore prima degli attacchi alle Torri Gemelle, come se li si presagissimo senza rendercene conto.

La ricerca di questo istituto, che ritengo scientificamente seria o comunque degna di essere presa in considerazione, dimostra non solo che il cuore ha una sua intelligenza, ma addirittura è dotato di una rete neuronale come il cervello. 

 E se, in cerca di una nuova mentalità, provassimo almeno a cominciare con questa?

 

 

(*) Istituto di Ricerche Cosmòs, Milano

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