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Un nuovo alfabeto per la scuola

 

Nutrizione e omotossicologia

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D. Mainardi: 

Disbiosi intestinale: probiotici e prebiotici

La città post-Covid: tra rete policentrica e partecipazione orizzontale

 di Luciano Pilotti (*) 

Dal convegno   Città aumentata ‘Civitas Oriented’ – 29 maggio 2020  nell’ambito della Milano Digital Week 2020

A – Trasformazione (bio-cognitiva) dei sistemi urbani: dalla città meccanica e verticale di impronta fordista cresciuta sulla rendita spaziale (teoria della LOCALITA’ CENTRALE) di valorizzazione delle merci e incardinata nella produzione manifatturiera  lineare ad alto spreco energetico alla città dei servizi immateriali a forte replicazione di massa (commercio, banche, logistica, professioni, entertainment) fino alla città armonica, digitale e dell’intelligenza collaborativa cognitivo-empatica-emozionale sempre più orizzontale e connettiva del post-fordismo orientata alla mass-customization e informata da logiche CIRCOLARI  e “0waste”; dalla centralità GERARCHICA MANIFATTURIERA e di specializzazioni funzionali ai SERVIZI all’INTELLIGENZA CONDIVISA ORIZZONTALE che caratterizza la città post-fordista che da funzione e prodotto diventa relazionale.

Città da macchine replicative a macchine sperimentali-laboratoriali come reti neurali dense mobilitate da NODI interconnessi (Università, istituzioni, mercati, comunità-territoriali) QUADRUPLE HELIX MODEL. Città che si sviluppano aprendosi in forma di reti integrate di primo, secondo e terzo livello e dove si è sottovalutato la dimensione relazionale negli impatti del Covid-19.

B – Driver della città dell’intelligenza collaborativa e cognitivo-emozionale di stampo eco-sistemico ed eco-biologico verso CREATIVITA’ condivisa e/o di tecno-prossimità: digitalizzazione, inclusione , co-progettazione e condivisione partecipativa di individui-movimenti-comunità. Verso un NEW RESOURCE MIX tra infra-strutture e info-strutture con centralità delle competenze e formazione di tipo multifunzionale per realizzare al meglio benessere-salute, sia individuale che collettiva e sia ambientale. Trasformando i RIFIUTI in nuove risorse energetiche e tecno-creative al servizio della SOSTENIBILITA’  da accoppiare alle RINNOVABILI (sole, fotovoltaico, vento, biomasse, geotermico) e a NUOVI MATERIALI : dal RIUSO, al RICICLO alla RIGENERAZIONE gestendo il fine vita di prodotti con più lungo CICLO di VITA (anche nei software).

C  – Ruolo dei DATI e BIG DATA:  nuove risorse per  la CONNETTIVITA’  interfunzionale tra manifattura e servizi e intelligenza collaborativa diffusa, tra astratto e concreto, tra individuo e comunità e territori verso demassificazione e radicale customizzazione dove l’Italia può ritagliarsi il suo ruolo storico di un manifatturiero fortemente customized. Ma servono RIFORME: dalla burocrazia alla cultura alla formazione scolastica fino alla PROPRIETA’ dei DATI che debbono rimanere nel perimetro di controllo delle CITTA’ senza cessioni “gratuite” ai nuovi pachidermi dell’attenzione (GAFAT – Google, Amazon, Apple, Facebook, Tencent, ecc.) che già favoriamo involontariamente con le nostre “disattenzioni” nell’uso dei nuovi “intrusori” che sono gli smartphone. Controllando le capacità di GAFAT (tassandole adeguatamente dove producono reddito)  e rimuovendo il crescente potere di monopolio come avvenne 200 anni fa con le grandi aziende minerarie prima, poi ferroviarie ed elettriche e poi ancora automobilistiche, ormai completamente frammentate o indebolite da una nuova MOBILITA’ eco-sistemica urbana e INTERMODALE extra-urbana,…., ora riemergenti nei social e che stanno erodendo quote di mercato nella pubblicità nella gestione del denaro e nella logistica sfruttando i NOSTRI DATI gratuitamente. Qui il ruolo delle città sarà strategico a partire dalle multiutility che controllano le reti energetiche e i servizi di rete che essendo controllate dai MUNICIPI  vanno orientate a proteggere i dati. Traiettoria tanto più rilevante nel passaggio tra città fordista e post-fordista come basi di costruzione della smart city: digitale e partecipativa-orizzontale. Alla cui base abbiamo dati personali che vanno protetti per alimentare profiling e customization dei servizi ma salvaguardando privacy e valore di questi.

D –  POLITICHE orizzontali di una co-PIANIFICAZIONE condivisa con gli utenti PROSUMER – produttori e consumatori  che sono  anche risparmiatori e investitori insieme, apportando capitale umano assieme al capitale di rischio in una società sempre più orientata al rischio che “supera” la capacità dei conferenti il solo capitale (di rischio) nella CSR-Corporate Social Responsibility “mista” PUBBLICO-PRIVATO. Quindi nella CO-PROGETTAZIONE devono emergere NUOVE ALLEANZE tra portatori di patrimoni e generatori di reddito e di pensiero creativo, partecipando tutti alla generazione di ricchezza da distribuire verso una crescita condivisa che faccia crescere anche la cittadinanza come civicness oltre la via renana della Mitbestimmung di cui le città (POST-URBANE) sono le nuove fabbriche di una emergente divisione del lavoro COGNITIVO, INTELLIGENTE e COLLABORATIVO. Da qui politiche orizzontali che integrano attività primarie e secondarie nei processi di base, per minimizzare costi, sviluppare valore e diffondere innovazione.

E – Conclusione: la CITTA’ post –urbana è una città sperimentale e laboratoriale che integra FUNZIONI, ridisegna i confini multispecialistici tra competenze e capacità  degli eco-sistemi, mobilitando POTENZIALI (individuali e collettivi) nel rispetto della NATURA ed esplorando nuovi accoppiamenti con le TECNICHE allentandone virtuosamente la pressione millenaria sulla prima (guidando eticamente la DIREZIONE da intraprendere nelle TECNO-SCIENZE come nelle SCIENZE della VITA “liberando” i potenziali della SCIENZA in senso MULTIDISCIPLINARE/PLURI-DISCIPLINARE), ma soprattutto quella degli ultimi  200 anni. Da cui la necessità di POLITICHE  e BUROCRAZIE  al servizio di AZIONI ORIZZONTALI multisettoriali e pluri-regionali (MACROREGIONI) e di nuove “interfacce” tra STATO e INDIVIDUO con meccanismi DELIBERATIVI che corroborino la democrazia rappresentativa in nuovi equilibri tra LOCALE e NAZIONALE. Da cui una governance policentrica per una città-regione collaborativa.

 

(*) CC&B, ESP  –  Università di Milano

Link diretto all’ intervento di Luciano Pilotti

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