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Post Covid19 - Le risposte dell'Unione Europea

 – di Maurizio Molinari  (*)

Dal convegno   Città aumentata ‘Civitas Oriented’ – 29 maggio 2020  nell’ambito della Milano Digital Week 2020

App di tracciamento

  • Le applicazioni per dispositivi mobili potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella lotta contro COVID-19
  • alcune questioni relative alla tutela dei dati sensibili degli utenti: il Parlamento europeo ha ricordato che ogni misura digitale contro la pandemia deve essere pienamente conforme alle norme sulla protezione dei dati e della vita privata. Inoltre l’uso delle applicazioni non dovrebbe essere obbligatorio e dovrebbero essere incluse clausole di durata massima in modo tale che le applicazioni siano disattivate non appena sarà finita la pandemia.
  • i dati devono essere resi anonimi
  • non devono essere conservati in banche dati centralizzate per limitare il potenziale rischio di abusi.
  • massima trasparenza sul funzionamento delle applicazioni, sugli interessi commerciali degli sviluppatori e sul ruolo delle applicazioni nel minimizzare il numero dei contagi.
  • le applicazioni devono essere interoperabili in modo tale che le persone possano essere allertate anche quando viaggiano in altri paesi dell’UE.

 Ricerca Vaccini

  • L’UE sta coordinando una risposta comune europea per affrontare l’attuale crisi causata dal coronavirus. Elemento chiave della strategia il finanziamento della ricerca e di progetti innovativi. L’obiettivo è quello di sviluppare un vaccino profilattico per prevenire la malattia e un vaccino terapeutico per il trattamento.
  • La risposta alla pandemia:
    1. La Commissione europea ha stanziato 48,25 milioni di euro per finanziare 18 progetti di ricerca nell’ambito del programma europeo Orizzonte 2020 per la ricerca e l’innovazione.
      Il 19 maggio 2020 sono stati aggiunti altri 122 milioni per la ricerca contro il Corona virus. A questi progetti collaborano 151 squadre di ricerca provenienti da vari paesi europei e non.
    2. Il 16 marzo, per velocizzare lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus, la Commissione europea ha offerto 80 milioni di euro in finanziamenti a CureVac, un’impresa tedesca che sviluppa vaccini innovativi. Il sostegno arriva in forma di garanzia dell’UE di un prestito della Banca europea per gli investimenti dello stesso importo, nell’ambito dello strumento di finanziamento InnovFin per le malattie infettive, nel quadro di Orizzonte 2020.
  • Programmi preesistenti – L’UE dispone di una serie di meccanismi di finanziamenti d’emergenza e di ricerca per gestire le crisi della sanità pubblica. Questi meccanismi sono già stati mobilitati per l’emergenza attuale:
    1. progetto PREPARE che ha l’obiettivo di sostenere la preparazione degli ospedali e migliorare la conoscenza delle dinamiche dell’epidemia,
    2. progetto European Virus Archive, una collezione virtuale di virus che fornisce ai ricercatori materiale utile per le diagnosi.
  • L’UE sostiene anche start-up e piccole e medie imprese (164 milioni) impegnate a sviluppare soluzioni innovative utili nella lotta contro l’epidemia:
    1. progetto EpiShuttle che sviluppa unità di isolamento specializzate e
    2. progetto m-TAP che lavora su una tecnologia di filtrazione dell’aria per rimuovere le particelle virali.
  • Appello alla mobilitazione mondiale per finanziare lo sviluppo di strumenti diagnostici e vaccini.
    Dal 4 maggio fino a fine mese, l’Unione europea e i suoi partner organizzano una maratona mondiale di raccolta fondi invitando stati e organizzazioni di tutto il mondo ad aiutare a raggiungere il traguardo di 7,5 miliardi di euro di finanziamento iniziale per lo sviluppo e la distribuzione di strumenti diagnostici, terapie e vaccini contro il coronavirus.
  • Piattaforma per la condivisione dei dati tra i ricercatori: per sostenere i ricercatori in Europa e nel mondo nella lotta alla pandemia del coronavirus, la Commissione europea in cooperazione con diversi partner ha avviato una piattaforma europea di dati su COVID-19 che consente una rapida raccolta e condivisione dei dati di ricerca disponibili.
  • Centro Comune di Ricerca (JRC) – Gli scienziati del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione europea hanno definito un nuovo materiale di controllo che i laboratori possono utilizzare per verificare il corretto funzionamento dei test sul coronavirus ed evitare falsi esiti negativi.  Un materiale di controllo positivo garantisce che i test di laboratorio funzionano correttamente e sono armonizzati. In particolare, viene usato per evitare che un test possa dare un risultato negativo anche quando la persona è positiva. In pratica, il materiale di controllo definito dal JRC è una parte sintetica e non infettiva del virus. Il materiale di controllo definito dagli scienziati del JRC si basa su quella parte del  virus che è rimasta stabile dopo che il virus è mutato. I 3.000 campioni che sono ora disponibili rendono possibili controlli fino a 60 milioni di test in tutta Europa.

L’UE per i bisognosi e per gli invalidi

  • L’Unione europea si occupa da tempo di persone bisognose e degli invalidi, mettendoli al centro delle sue politiche sociali. Ha espresso la viva intenzione di non lasciarli indietro in questi tempi di crisi
  • Per i bisognosi viene ampliato ed esteso il Fondo di aiuti europei agli indigenti. Lo scopo è proteggere di più le persone a rischio povertà ed esclusione sociale.
  • Per le persone invalide l’UE si impegna a migliorare la loro situazione socioeconomica, a sostegno di questo intento viene messa in atto anche una strategia europea sulla disabilità.

 

 

(*) Responsabile Ufficio a Milano del Parlamento europeo

Link all’intervento di Maurizio Molinari

 

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