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Monitor Covid-19 - 28 novembre 2020

di Mondohonline

Monitoraggio del tasso di occupazione dei posti letto nei reparti Covid-19 e nelle terapie intensive e del tasso di positività dei tamponi nelle regioni italiane: aggiornato al 28 novembre 2020 (dati aggregati quotidiani Regioni/PPAA – Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità).

Elaborazioni Mondohonline – per le fonti dei dati vedi qui

Reparti Covid

La tabella è filtrabile tramite l’apposito box di ricerca e le sue intestazioni sono ordinabili in senso crescente e decrescente.

RegioneRicoverati con sintomi: massimo numero di pazienti contemporaneamente ricoverati a marzo - aprile 2020Ricoverati con sintomi al 28 novembre 2020Posti letto totali reparti COVID-19% occupazione attuale posti letto COVID
Abruzzo36168078386,8
Basilicata6514231145,7
Calabria18341073355,9
Campania62221642.82676,6
Emilia-Romagna3.94426733.68172,6
Friuli Venezia Giulia2366041.29846,5
Lazio1.46833523.53594,8
Liguria1.1539681.26076,8
Lombardia12.07776166.369119,6
Marche1.0015711.05854,0
Molise355918132,6
P.A. Bolzano325409398102,8
P.A. Trento36040452776,7
Piemonte3.55347812.766172,8
Puglia64816751.93486,6
Sardegna1265441.25643,3
Sicilia56815192.24567,7
Toscana1.14915932.87255,5
Umbria17635165353,8
Valle d'Aosta13113066197,0
Veneto1.71826543.20882,7
Italia29.89933.29937.96087,7

 

Terapie intensive

La tabella è filtrabile tramite l’apposito box di ricerca e le sue intestazioni sono ordinabili in senso crescente e decrescente.

RegioneRicoverati in Terapia intensiva: massimo numero di pazienti contemporaneamente ricoverati a marzo - aprile 2020Ricoverati in Terapia intensiva al 28 novembre 2020Posti letto totali in Terapia intensiva al 9 ottobre 2020 compresi quelli gia' stabilizzati dal piano Arcuri% occupazione attuale posti letto Terapia intensiva
Abruzzo767713357,9
Basilicata19227330,1
Calabria234215227,6
Campania18118642743,6
Emilia-Romagna37524551647,5
Friuli Venezia Giulia615317530,3
Lazio20335674747,7
Liguria17911720956,0
Lombardia1.38191998393,5
Marche1698512766,9
Molise9123435,3
P.A. Bolzano65365565,5
P.A. Trento81425182,4
Piemonte453384367104,6
Puglia15920036654,6
Sardegna317317541,7
Sicilia8024753845,9
Toscana29727941567,2
Umbria48647091,4
Valle d'Aosta27142070,0
Veneto35630982537,5
Italia4.2733.7626.45858,3

 


 

A fronte di una crescita costante di nuovi casi di Covid-19, registratasi nelle ultime settimane, desideriamo proporre un monitoraggio puntuale del tasso di occupazione dei posti letto dei reparti deputati alla cura del Covid-19 e delle terapie intensive delle regioni italiane e delle due province autonome di Trento e di Bolzano, tenuto conto che proprio questi sono tra gli “Indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari” citati nel Decreto ministeriale del 30 aprile 2020

Il Ministero della Salute, nel già citato decreto, per valutare i segnali di sovraccarico dei servizi sanitari, propone, in particolare, due criteri:

  1. I posti letto nelle “aree mediche rilevanti” (Pneumologia, Malattie Infettive e Tropicali e Medicina Generale) occupati oltre il 40%.

  2. I posti letto nelle terapie intensive occupati oltre il 30%.

Il numero dei posti letto dei reparti dedicati ai malati Covid-19 (Pneumologia – area medica cod. 68 – , Malattie Infettive e Tropicali – area medica cod.68 – e Medicina Generale – area medica cod. 26) secondo quanto definito dal Report di Monitoraggio 8 del Ministero della Salute è stato ricavato dal database ISTAT ed è riferito al 2018.

Il numero dei posti letto nelle terapie intensive è stato ottenuto dall’articolo del Sole 24 Ore del 13 ottobre 2020, che, a sua volta, cita fonti governative; la disponibilità totale italiana delle terapie intensive riportata nell’articolo (6.458) è riferita al 9 ottobre 2020 e comprende i posti letto già stabilizzati del piano Arcuri; prima di quella data si è tenuto conto dei dati ISTAT integrati però da quanto riportato dal Corriere della Sera il 29 aprile 2020 in merito alla realizzazione di ulteriori posti letto di terapia intensiva da parte delle Regioni nella fase più acuta della pandemia, che avrebbero dovuto portare il totale nazionale a 8.490 posti letto di terapie intensive; si tenga conto di tutto questo nella lettura del grafico.

Non è chiaro al momento quanti posti letto siano realmente operativi oppure no e si tenga anche conto che la situazione è in continua evoluzione.

Osservando le tabelle, si rileva che il numero massimo di pazienti ricoverati contemporaneamente nelle terapie intensive di ciascuna regione, riscontrato, almeno per il momento, nel periodo compreso tra il 24 marzo 2020 (Campania) e l’11 aprile (Lazio), ha superato, nel caso della Lombardia e della Provincia Autonoma di Trento, i posti totali disponibili.

Lo stesso è avvenuto nei reparti adesso destinati ai malati Covid-19, la cui disponibilità, nel periodo più critico della pandemia, è stata ampiamente superata in Emilia – Romagna, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.


Per un ulteriore confronto proponiamo infine:

  • Il grafico dell’andamento giornaliero del tasso di positività dei tamponi (rapporto positivi/tamponi), su base nazionale, da inizio pandemia e la tabella del tasso di positività ai tamponi, riferito alla data odierna, su base regionale.
  • Le tabelle del tasso di letalità (grezzo e riferito alla data riportata nelle intestazioni) relativo alle regioni italiane e di alcuni Paesi europei ed extraeuropei, per un confronto del grado di efficienza dei diversi sistemi sanitari; per quest’ultima tabella, la fonte dei dati è la Johns Hopkins University (JHU), oltre che, per i dati demografici, Wikipedia.

Tamponi

La tabella è filtrabile tramite l’apposito box di ricerca e le sue intestazioni sono ordinabili in senso crescente e decrescente.

RegioneTamponi 28 novembre 2020Nuovi positivi 28 novembre 2020% Tamponi positivi
Abruzzo4.41053212,1
Basilicata1.58621513,6
Calabria3.20142613,3
Campania22.007272912,4
Emilia-Romagna17.241217212,6
Friuli Venezia Giulia15.00114329,5
Lazio28.49320707,3
Liguria4.7404549,6
Lombardia37.286461512,4
Marche2.97147315,9
Molise1.5411489,6
P.A. Bolzano2.38849420,7
P.A. Trento3.9542195,5
Piemonte18.434215711,7
Puglia10.032157315,7
Sardegna4.1893117,4
Sicilia8.777118913,5
Toscana16.37111967,3
Umbria4.2623488,2
Valle d'Aosta749729,6
Veneto18.307349819,1
Italia225.94026.32311,7

Tasso di letalità e numero di deceduti per 1.000.000 di abitanti

Le tabelle sono filtrabili tramite l’apposito box di ricerca e le sue intestazioni sono ordinabili in senso crescente e decrescente.

 

Italia

RegionePopolazione 01-01-2019Casi totali da inizio pandemia al 28 novembre 2020Deceduti da inizio pandemia al 28 novembre 2020Tasso di letalita'Deceduti per 1.000.000 di abitanti
Abruzzo1.311.58027.0568793,25670,2
Basilicata562.8697.8781421,80252,3
Calabria1.947.13116.1502721,68139,7
Campania5.801.692151.6711.5951,05274,9
Emilia-Romagna4.459.477119.1845.6844,771.274,6
Friuli Venezia Giulia1.215.22029.3958012,72659,1
Lazio5.879.082116.1982.3091,99392,7
Liguria1.550.64051.0112.3614,631.522,6
Lombardia10.060.574402.65921.5125,342.138,2
Marche1.525.27129.0361.2424,28814,3
Molise305.6174.5121132,50369,7
P.A. Bolzano531.17823.1575232,26984,6
P.A. Trento541.09815.2926294,111.162,5
Piemonte4.356.406164.3106.0703,691.393,4
Puglia4.029.05352.3111.4322,74355,4
Sardegna1.639.59120.7304322,08263,5
Sicilia4.999.89161.5241.4612,37292,2
Toscana3.729.641101.6402.5632,52687,2
Umbria882.01523.4303891,66441,0
Valle d'Aosta125.6666.4163104,832.466,9
Veneto4.905.854140.9723.6442,58742,8
Italia60.359.5461.564.53254.3633,47900,7

 

 

Mondo

StatoPopolazioneCasi totali da inizio pandemia al 25 novembre 2020Deceduti da inizio pandemia al 25 novembre 2020Tasso di letalita'Deceduti per 1.000.000 di abitanti
Francia68.303.2342.221.87450.7002,28742,3
Germania82.366.300995.87915.2101,53184,7
Giappone126.440.000137.7351.9831,4415,7
India1.380.004.3859.266.705135.2231,4698,0
Regno Unito67.545.7571.560.87256.6303,63838,4
Spagna47.431.2561.605.06644.0372,74928,4
USA329.311.76412.772.653262.2222,05796,3
Italia60.359.5461.480.87452.0283,51862,0

 

2 commenti per Monitor Covid-19 – 28 novembre 2020

  • Concetta Maglia

    Che dire? Certo i numeri parlano da soli, danno informazioni statistiche ed epidemiologiche, fermano l’immagine in un dato giorno o in un periodo ben definito. Senza dubbio la rilevazione attenta e continua dell’andamento nel nostro Paese della pandemia da Covid 19, ha il suo perché. Fornisce informazioni su cui riflettere per capire lo stato attuale, per decidere misure di prevenzione e strategie sanitarie per contrastare il più possibile lo sviluppo di situazioni di grave rischio per la salute dei cittadini.
    Tuttavia, da addetto ai lavori, mi sento di dire che era non solo abbastanza logico ma anche ovvio aspettarsi una ripresa nella diffusione dei contagi.
    Un semplice buon medico conosce il suo lavoro, ha studiato e ha avuto esperienza di malattie infettive, a qualsiasi tipo di trasmissione. In particolare quelle a trasmissione per via aerea, droplets come va detto adesso, sono quelle che si diffondono con enorme facilità e non guardano in faccia a nessuno. Le precauzioni di tipo igienico e comportamentale sono uguali da decenni, direi da secoli : pulizia scrupolosa delle mani, distanziamento sociale, attenzione a non toccare naso, occhi bocca se non si ha modo di lavarsi le mani, evitare luoghi chiusi e affollati, pure in presenza di ricambio d’aria, infine,indossare correttamente le mascherine chirurgiche in corso di epidemie.
    Eppure, sebbene il nostro Paese abbia vissuto in maniera pesante e pagato un prezzo altissimo di vite umane a questo nemico invisibile, implacabile, e sconosciuto tocca assistere a scene incredibili e irresponsabili di gente comune che sottovaluta ancora, nega l’evidenza e persino ritiene che coloro con buon senso si adeguano osservando le giuste precauzioni,siano p stupide pecore buone solo a farsi comandare e a rinunciare alla libertà personale ( e questo atteggiamento smargiasso di molti poi spesso si traduce in : io sono furbo, faccio il cavolo che mi piace, a me il virus mi fa un baffo, e tu non sei nessuno! ) Atteggiamento deprecabile ma quasi comprensibile in una persona normale, che non è particolarmente informata, che magari non possiede gli strumenti critici atti a capire che non è un gioco.
    I Johnson, i Bolsonaro, i Trump, e per rimanere vicino a noi, troppi uomini pubblici e politici, non hanno nessuna scusa. Qualcuno poi ha constatato di persona che il virus esiste e non fa sconti, e si è s ricreduto, altri, avendo avuto fortuna e l’assistenza immediata in fase non avanzata della malattia, sono diventati più tracotanti e arroganti di prima. Tant’è. Sono cose facili da capire.
    In questa sede mi si permetta di dire che molti medici e infermieri non hanno avuto nemmeno il tempo di guardare le tabelle elaborate con i dati. Erano e sono impegnati a lavorare per le persone che hanno sintomi, leggeri ma molto debilitanti, o gravi e immensamente devastanti a causa della infezione da Covid 19. Sono tuttora occupati nelle attività di tracciamento dei contatti dei positivi, sintomatici e asintomatici, nella esecuzione di test sierologici, nei tamponi naso faringei, nel seguire al proprio domicilio i pazienti paucisintomatici che non hanno bisogno di ricovero, nello effettuare gli screening previsti dal ministero della salute per categorie a rischio, e del ministero della istruzione per insegnanti e personale scolastico non docente. Ah, dimenticavo, per le persone che arrivano da paesi esteri considerati a rischio e con obbligo di sottoporsi al tampone di cui sopra. Inoltre c’è da segnalare che gli ospedali sono ovviamente in prima linea, ma che anche le strutture sanitarie territoriali non sono da meno, sia in fase organizzativa ( per meglio dire ri-organizzativa) di servizi ed attività Covid correlate, come attivare posti Covid per pazienti non gravi ma da tenere in isolamento in fase di contagiosità, o da riabilitare quando escono dalle terapie intensive con residuati di vario genere da trattare con riabilitazione fisica e psicologica.
    Non serve e non ci piace essere chiamati un giorno eroi e l’altro no. È il nostro lavoro e non si può fare senza essere spinti da una passione e da una volontà, direi attualmente, una resistenza che non si può acquisire soltanto con la pratica o l’esperienza. O la si ha o non la si ha. Naturalmente non tutti i medici e gli infermieri la hanno, ma ho visto tanti colleghi e collaboratori che non si sono mai tirati indietro, a fronte dei pochi che hanno preferito evitare di rischiare se non addirittura non applicare con scrupolo le misure di prevenzione che chiedono ai loro pazienti e inizialmente, quando la tempesta era solo annunciata, sfottere chi invece aveva già intuito il potenziale enorme del virus e iniziava ad indossare la mascherina chirurgica, la più semplice tra le protettive. Ma non dico niente di strano, siamo umani come tutti. Abbiamo timori, paure, paranoie e qualche gran professore ben retribuito e riverito o qualche virologo sui generis, ha anche manie di grandezza e licenza di dire sciocchezze un giorno si e l’altro pure, salvo smentirsi da solo.
    Comunque sia, non credo ci sia bisogno di dire che siamo ancora nell’occhio del ciclone, che non possiamo abbassare la guardia, che l’allerta resta massima. Che nella speranza di un vaccino valido che non arriverà a breve né inizialmente a tutti, abbiamo come armi il rispetto delle regole sanitarie per noi stessi, per i nostri cari e per le altre persone. Abbiamo terapie abbastanza valide che inizialmente non si conoscevano. Abbiamo la necessità di essere forti e responsabili. Abbiamo il dovere morale di resistere e non cedere all’ignoranza e alla paura.
    La stragrande maggioranza di noi Italiani ha dimostrato al mondo di cosa siamo capaci di fronteggiare con sacrifici e rinunce, con coraggio e dignità.
    Ecco, alla fine sono queste le cose che possono fare la differenza, preservare e salvare molte vite.
    Questo è quello che mi auguro per tutti noi e per tutti i popoli del mondo.
    È una prova dura e dolorosa.
    Ma il mio animo poetico e la mia indole positiva, ancor più che da medico, mi dice che ce la faremo, solidali e uniti.
    Grazie per lo spazio concessomi.

  • Concetta Maglia

    La situazione è in progressivo peggioramento ovunque in Italia.
    In molte regioni, non solo in quelle meno sanitariamente efficienti, c’è stata una sottovalutazione dei rischi e un rallentamento irresponsabile nonché ingiustificato delle attività di tracciamento e ricerca dei positivi asintomatici e paucisintomatici, durante il periodo estivo, che invece avrebbe potuto permettere di potenziare gli effetti positivi raggiunti con il lockdown. La maggior parte della popolazione non ha più percepito il pericolo di certi comportamenti, e si è lasciata andare senza controllo alla ritrovata, ma illusoria, libertà dal virus. Purtroppo ora è sotto gli occhi di tutti che ci attende un altro periodo molto pesante. I numeri crescono in ogni voce rilevata. Il contagio dilaga. Non resta che prepararsi a nuovi sacrifici, a combattere altre battaglie, prima di arrivare alla fine di questa ultima, tremenda, guerra.

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