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Nutrizione e omotossicologia

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D. Mainardi: 

Acqua minerale: molto più di un semplice dissetante

Il Piano Aria e Clima del Comune di Milano: una buona idea, però….

Nel 2020 il Comune di Milano ha avviato il Piano strategico Aria e Clima che ha l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico della città, a tutela di salute e ambiente,  abbassando entro il 2030  le emissioni di CO2 di oltre il 45% rispetto ai valori del 2005. Obiettivo finale: zero emissioni entro il 2050.

E’ senz’altro un bel progetto che il Comune ha aperto anche alla partecipazione attiva della cittadinanza, come si legge nel relativo Piano: “Il percorso di partecipazione  è uno strumento consultivo [1] … per diffondere un’informazione chiara, esaustiva e trasparente sulla materia oggetto del  Piano Aria e Clima e sui suoi contenuti”. Questo progetto, insieme al Bilancio Partecipativo, si inserisce nella piattaforma digitale Milano Partecipa, nata per sollecitare i cittadini ad essere parte della vita della città: nella piattaforma si trovano i processi attualmente attivi, i documenti di approfondimento, e gli strumenti per partecipare.

Bello, no? Ma c’è un però: nel giusto intento di fornire tutte le informazioni utili e necessarie, la documentazione sul sito del Comune è quasi enciclopedica, richiede la pazienza di addentrarsi in centinaia di pagine con una competenza da esperti che però scoraggia il  cittadino di normale cultura. Inoltre per accedere ad ogni documento è necessario avere lo SPID, che non tutti, non ancora, hanno ottenuto.  Il Comune vuole far partecipare il cittadino alla vita della città, poter condividere obiettivi, ascoltarne le istanze? Forse potrebbe fare un passo in più, semplificando piani e bilanci con un’informativa di sintesi, chiara ma tuttavia completa, accessibile liberamente, e lasciare a chi desidera consultare la documentazione ufficiale,  approfondire gli argomenti o i dettagli tecnici, la flessibilità di scelta e di accedere – questa volta sì – con il proprio SPID.

Mondohonline da sempre si occupa anche dei problemi di sostenibilità ambientale: ci siamo perciò sentiti chiamati a fornire anche il nostro supporto al Piano Aria e Clima, con alcune Osservazioni messe a punto da nostri esperti e che sono state sottoposte al vaglio dei responsabili del Piano del Comune: di seguito la prima proposta, che ha come obiettivo una nuova produzione di energia termica. A breve pubblicheremo anche l’Osservazione sulla riduzione di CO2 per nuove energie a emissioni zero.

[1] Per “consultazione si intende la raccolta di osservazioni (formalizzate nell’ambito dell’iter di approvazione) e contributi non formali che porteranno al progressivo perfezionamento del Piano per la fase attuativa da parte di portatori di interesse, organizzazioni della società civile, cittadini e city users”. https://partecipazione.comune.milano.it/

 

Acqua persa – di Giuseppe Santagostino  (*)

Un obiettivo del Piano Aria Clima non considerato è il possibile utilizzo delle acque di falda oggi eliminate spesso per via fognaria dove, accanto all’onere meccanico necessario per sollevare queste acque in metropolitane e parcheggi interrati, si somma il costo di depurazione, spesso non corrisposto e vieppiù dannoso per il sistema milanese perché altera le condizioni richieste per la digestione dei reflui urbani.

Le cosiddette acque parassite, ovvero le acque chiare che finiscono per motivi differenti nel sistema fognario, cubano circa il 30% delle acque trattate: il costo per la città delle infiltrazioni nelle reti fognarie o delle immissioni volontarie è dunque molto elevato e rappresenta un onere occulto paragonabile a quello delle perdite sulle linee di adduzione (che il sistema milanese ha, fortunatamente, molto inferiori rispetto alle medie nazionali).

Vi è però un ulteriore costo occulto nello smaltimento fognario di queste acque, che deriva dal loro mancato utilizzo ed è questo costo il punto che andrebbe inserito fra quelli determinanti del Piano imponendo la circolarità integrale delle acque di falda estratte.

Quali sono gli usi non considerati e quali vantaggi a costo zero porterebbero al sistema milanese?

L’acqua ha una importante componente energetica, oggi impiegata in via esclusiva  nel 16% degli edifici milanesi alimentati da pompe di calore geotermiche di cui beneficiano gli edifici più moderni: il vantaggio della pompa di calore nasce dalla condizione progettuale  di efficienza energetica di tali edifici che si somma all’efficienza delle macchine geotermiche determinando costi (e inquinamento) inferiori del 50% rispetto ai sistemi a combustione.

Le politiche nazionali ed europee spingono proprio verso la riqualificazione energetica degli edifici oggi inefficienti e per effetto di tale riqualificazione si apre la strada per l’impiego massiccio delle pompe di calore visto che le temperature erogate nei sistemi condominiali o per uffici diventano di gran lunga inferiori a quelle oggi richieste dalle case energivore.

L’accompagnamento delle riqualificazioni porta con sé la possibilità di impiegare le acque, altrimenti inviate direttamente in fognatura, per uno sfruttamento geotermico (sia puntuale che in rete) rendendo un servizio alla città via il minor numero di emissioni risultanti: tale rete, identificata dalla legge quadro nazionale 152/2006 come rete duale in teoria obbligatoria per tutti i nuovi insediamenti e comunque indicata come prioritaria in tutti i sistemi urbani, ha come ricaduta ulteriore la possibilità di impiegare acque non potabili per gli usi non potabili (irrigazione, alimentazione macchine, acque per usi sanitari non potabili).

Infine il trascurato reticolo superficiale (10000 km esistenti in pianura padana), se recuperato nei suoi tratti mancanti, offrirebbe a queste acque, oggi declassate a parassite, una fine irrigua verso la campagna assai interessante specie nelle stagioni estive dove le acque tradizionali tendono a scarseggiare, senza considerare il possibile sfruttamento meccanico dello scorrimento superficiale continuo per la produzione di energia elettrica ad emissioni zero.

L’obiettivo da inserire nel Piano potrebbe venire banalmente indicato come zero acque parassite nei sistemi fognari: il come arrivarci senza spendere un solo euro dipende solo dagli utilizzi che si riescono a trovare mixando i fattori già presenti sul territorio milanese.

Proposta per Milano nel Piano Aria Clima: il recupero energetico dell’acqua di falda

Il 16% degli edifici milanesi utilizza impianti in pompa di calore geotermica (tipicamente tutte le nuove realizzazioni, centri commerciali, palazzi uso ufficio e residenziali): tale scelta è legata all’efficienza energetica elevata del costruito che utilizza la pompa di calore, sia in caldo che in freddo, come  soluzione più efficiente e di conseguenza più ecologica.

I restanti edifici, anche con classi energetiche non disprezzabili, non possono accedere a tali tecnologie per i costi burocratici e di impianto che consigliano l’utilizzo della tecnologia solo su dimensioni rilevanti.

Per contro Milano ha un costo energetico elevato per l‘eliminazione dell’acqua di falda dai manufatti sotterranei (metropolitane, parcheggi interrati) ed un costo accessorio legato agli oneri di depurazione che gravano anche sulle acque pulite una volta che queste finiscono nella fognatura mista milanese: tali costi vivi rappresentano oneri energetici occulti nascosti nella generale contabilità dei trattamenti depurativi.

Eliminare queste acque parassite dalla depurazione è operazione altamente ecologica perché semplifica l’evacuazione ed i costi di pompaggio annessi, e contemporaneamente rende disponibile a tutti una risorsa ora impiegata solo dai grandi insediamenti milanesi; la ricchezza nascosta ha tre facce:

  • L’energia contenuta nella temperatura (15-16°) che rende altamente efficienti le macchine geotermiche in caldo e freddo
  • Il risparmio nelle acque potabili oggi impiegate anche per usi non potabili, con elevati oneri di pompaggio, trattamento di potabilizzazione e depurazione
  • Una distribuzione pubblica dell’acqua di falda per usi non potabili (termici, meccanici e irrigui) rende accessibile le tecnologie a tutta la città.

Proponiamo di inserire tra i progetti del Piano Aria Clima il recupero in rete idraulica tecnica delle acque parassite  oggi inviate in fognatura perché siano rese disponibili per gli usi non potabili come richiesto dalla legge 152/2006  e come già studiato sui campi di prima falda proprio da Metropolitana Milanese.

Le acque parassite oggi inutilmente depurate dal Comune di Milano assommano ad una quantità compresa tra i 70 ed i 100 mln mc annui.

IPOTESI DI RIUTILIZZO ACQUA TECNICA  IN POMPA DI CALORE SU IMMOBILI POPOLARI SUPERBONUS  110%

  • Appartamento 70 mq Classe energetica G  160 Kwh/mq
  • Costo riscaldamento (fornitura in teleriscaldamento) euro/mq 11/anno: euro anno 770
  • Riqualificazione edilizia immobile Superbonus 110%. Classe finale E 90 Kwh/mq
  • costo riscaldamento pompa di calore condominiale con acqua tecnica EER 4,5  euro mq/ 4 anno: euro anno 280

 

(*)  Esperto in sistemi idraulici e geotermici

 

 

 

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