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L'arto fantasma

Dialogo tra due gambe che non parlano piùConversazione tra Carlo Alberto Rinolfi  (*) e François Pivot (*) a proposito dell’arto fantasma.

arto fantasma 1

François: sono  nuovamente caduto dalle scale e il medico mi sta dando una barcata di antidolorifici. Dice che alla fine dovrò fare una nuova operazione.

 Alberto: gli antidolorifici ti riducono il dolore ma non risolvono la causa. Sei riuscito a capire come hai fatto a cadere?

 François: da un po’ di tempo mi accade sempre più di frequente, cerco di fare dei movimenti che normalmente faccio, ma non ci riesco più e perdo l’equilibrio.

Alberto: forse è un problema di postura generale e la tua gamba sinistra (l’unica rimasta) non riesce più a controllare la posizione del tuo baricentro sulla terra. Forse il tuo schema di comunicazione, che ti permette di camminare in equilibrio, è in difficoltà e fino a quando non lo rimetti in ordine, hai un bel prendere l’antidolorifico, non capisco a cosa ti può servire.

François: anche il medico è indeciso, dice di provare con le medicine e poi si vedrà. Tu cosa intendi per schema di comunicazione dell’equilibrio? Ha a che fare con quella strana terapia Bobath che stai facendo?

Alberto: sì, a me sta ripristinando la comunicazione tra i piedi e il cervello.

 François: sì, ma stai attento che non sbaglino i collegamenti, altrimenti potresti correre il rischio di ragionare con i p… !

Alberto: la paresi alle mie due gambe mi ha reso perturbate e fuori controllo le connessioni che coordinano il tronco con i piedi.

François: già, ma io non ho più la gamba dx che mi è stata tagliata al terzo medio superiore, in sostanza sopra il ginocchio. Ho un moncone cui si appoggia una protesi sin da quando avevo diciannove anni in seguito ad un  incidente che mi ha schiacciato le gambe.  

Alberto: sono rari i fisiatri, gli ortopedici, i posturologi e i fisioterapisti che sanno come intervenire sui processi della comunicazione interna al corpo. Di solito si limitano a cercare di riattivare i muscoli forzandone i movimenti e inserire una protesi meccanica. Sono tutti sistemi in parte utili e in parte dannosi per la riabilitazione del sistema di comunicazione. Nel mio caso le forzature di un arto scatenano reazioni in altre parti del corpo e se mettessi anch’io la protesi al ginocchio che mi hanno costruito, cancellerei per sempre ogni tipo di comunicazione nella mia gamba, che non avrebbe più la necessità di ritrovare il suo vecchio linguaggio di equilibrio.

François: devi aver ragione; anche se io non ho più la gamba in carne e ossa, ogni tanto mi viene il suo arto fantasma e allora sì che sono dolori. Dolori così forti da sbattere la testa contro il muro!

Alberto: e in quei casi a cosa ti serve rimpinzarti di antidolorifici?

François: a poco nel lungo termine, ma  nel breve mi consente di lavorare.

arto fantasma 2

Henri Poincaré (1854-1912 – Francia)

Alberto: la medicina tradizionale non si schioda dall’allopatia; colpisce i macrosintomi con una bomba chimica che genera effetti collaterali ancora più dannosi e non si occupa della causa che scatena il dolore. Molti medici, scusami tanto mia cara ingegnere, sono ancora nelle braccia troppo semplici e grossolane della meccanica newtoniana e non sanno quasi nulla della fisica quantistica o della cibernetica applicata al corpo umano. In questo modo si condannano a intervenire ex post e non sono in grado di bloccare l’origine del tuo arto fantasma. Ti consigliano di addormentarlo con il valium, che però poi va in circolo per tutto il corpo. Se ho capito bene, il tuo arto è della famiglia dei miei “cloni” o degli “spasmi” che scattano per un nonnulla, io ho sempre rifiutato i miorilassanti e preferito tenermi il loro dolore.

François: sai,  a me accade che il moncone della gamba si metta a saltare con una forza impressionante. E’ come se avessi ancora la gamba e  dovessi toglierla di scatto da un fuoco o da una punta che trafigge il polpaccio o il piede che non ci sono più. La protesi salta e il moncone si contrae verso l’alto. Quando mi succede di notte a letto, cerco di fermarlo mettendomi a pancia in giù ma non c’è nulla da fare, la sua forza riesce a far sobbalzare tutto il corpo. E sono dolori lancinanti. Pensa che una volta mi è accaduto in treno. Non so perché, la gamba si è messa a saltare e non c’è stato verso di fermarla. Mi ha messo in serio imbarazzo nello scompartimento, poi appena il treno è arrivato in stazione anche lei fortunatamente si è fermata e sono sceso normalmente.

Alberto: già, sempre volendo interpretare il tutto con la fisica quantistica, si direbbe che una piccolissima e impercettibile variazione di un sistema in rete può generare il caos di un enorme cambiamento per la catena di retroazioni circolari che si autoesaltano. Si dice che un battito di ali di una farfalla in Brasile può generare un tornado nel Texas e nel tuo caso può essere stato il sobbalzo di una rotaia o un rumore o il semplice pensiero collegato al movimento che vedevi dai finestrini. Tutte cose che puoi controllare con la mente: le pastiglie al massimo t’intontiscono al punto da addormentarti e rimbambirti completamente.

François: adesso che mi ci fai pensare, l’arto fantasma arriva sempre quando ho qualche linea di febbre. Di sicuro, quando ho febbre alta, arriva nelle forme più dolorose e incontenibili.

Alberto: Henri  Poincaré direbbe che come la variazione di temperatura in un gas o di un liquido genera il caos tra le molecole (cioè perturba il suo stato di equilibrio) così la febbre altera i tuoi processi di comunicazione. Ci farebbe notare anche che tra la superficie del liquido (la parte più calma del tuo corpo) e il fondo che si scalda (il polpaccio che ti immagini ti venga punto) si generano delle strutture dinamiche “dissipative” che possono fornire lo schema del sobbalzo ritmico adottato dal tuo moncone. Il bello è che lui sostiene che sono tutti tentativi per fare nascere nuove strutture che possono o evolversi o portare alla distruzione del sistema.

François: e come se ne esce?

Alberto: un modo che conosco bene è quello di resettare l’arto fantasma nella tua immaginazione. Basta un utilizzo mirato di alcune tecniche di PNL. Mi è già capitato di farlo per un amico, ma questa è un’altra storia.

 

La sindrome dell’arto fantasma è la sensazione anomala di persistenza (dolorosa) di un arto dopo la sua amputazione o dopo che questo sia diventato insensibile. Il soggetto affetto da questa patologia percepisce, durante episodi che possono accadere anche per tutta la vita e in modo assolutamente involontario, sia movimenti dell’arto come se fosse ancora presente, sia sensazioni temporaneamente moleste, spesso con forti dolori, e sempre gravemente invalidanti.

Questa sensazione, che non rientra in nessun tipo di problema psichico, è la dimostrazione più evidente dell’esistenza dello schema corporeo che persiste, nonostante dall’arto amputato non giungano impulsi nervosi ai centri corticali: infatti l’arto fantasma non interessa solo i fasci muscolari ma soprattutto i fasci di comunicazione.

 

(*) Mondohonline

 

4 commenti per L’arto fantasma

  • Marco Boldrin

    Egregi,
    ho 51 anni, da 35 amputato al terzo medio superiore, sindrome peggiorata soprattutto negli ultimi 20, anni durante i quali non ho più dormito seriamente con tutte le conseguenze che vi potete immaginare.
    Dirmi esasperato è un eufemismo e, per farvela breve, non sto qui a dirvi tutto quel che ho sperimentato (di inutile). L’ultima che ho scoperto è questa della medicina quantistica, della PNL, cos’è? Ipnosi o un macchinario come quello che ho letto tipo “gioia bertha”?…Comunque i miei più che dolori sono un continuo pizzicore/solletichino da tortura cinese. Se avete informazioni da darmi, ve ne sono grato anticipatamente. Saluti.

    • Alberto Rinolfi

      Caro Marco Boldrin. La PNL è nata negli USA nel 1970 da Richard Bandler con intenti scientifici e terapeutici , trovi molto nel suo libro : La Programmazione Neurolinguistica – Astrolabio . Successivamente è stata diffusa da formatori d’impresa per sviluppare tecniche di successo e di vendita/negoziazione. Nel tuo caso si tratterebbe di applicare una delle tecniche di ristrutturazione della percezione , Non è una tecnica ipnotiche in senso tradizionale anche se lavora a livello del subconscio, richiede il tuo intervento diretto e lucido seppure con la guida di un esperto. Per la medicina che applica le scoperte della fisica quantistica, mi riferivo alla S.C.I.O . ma non conosco una macchina specifica per risolvere il tuo problema. Ti consiglio di informarti direttamente sulle tecniche di ristrutturazione della PNL che ho visto applicare in modo molto rapido e efficace da professionisti seri. Spero che tu possa risolvere il tuo problema e ti saluto cordialmente.

      • Marco Boldrin

        Grazie! Avevo…”perso” questo sito e ci son capitato solo ora per caso dopo aver cercato se c’era una risposta i primi giorni dopo il mio scritto, trovandola così solo adesso!…E me ne scuso. Solo una cosa: dove lo trovo un professionista che applica la PNL? Cercherò in internet…
        Saluti e grazie ancora.

        • Alberto Rinolfi

          Marco non so da dove scrivi e quindi mi è difficile darti delle indicazioni precise. Ti invieremo il nostro news periodico, facci sapere se ci sono problemi , grazie .

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