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TTIP: per saperne di più

Si segnala questo evento a Milano, 30 marzo 2015

Cari iscritti e amici del Circolo,

TTIP significa “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, ossia “Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti”. E’ un negoziato in corso fra Unione Europea e Stati Uniti d’America che, terminata la fase di studio, sta entrando nel vivo. Nel caso andasse a buon fine, e in ragione di quali saranno i dettagli dell’accordo, potrebbe modificare profondamente le cose anche a livello dei semplici cittadini: in male secondo alcuni, in bene secondo altri. Una volta definito, il trattato potrebbe assumere un valore paradigmatico per altri accordi con altre aree geografiche.

Si tratta di un tema della massima importanza, eppure ben pochi sanno che cosa realmente sia il TTIP.

In termini molto sintetici: si tenta di integrare i due mercati europeo e statunitense rimuovendo in una vasta gamma di settori le barriere non tariffarie, ossia le differenze in regolamenti tecnici, norme e procedure di omologazione, standard applicati ai prodotti (ad esempio, a quelli alimentari), regole sanitarie e fitosanitarie. Ciò renderebbe più agevole la circolazione delle merci, faciliterebbe gli investimenti e l’accesso ai rispettivi mercati dei servizi e degli appalti pubblici. Ma non è facile raggiungere lo scopo: si tratta di rendere omogenee tante norme che oggi non lo sono, toccando una quantità enorme di interessi, urtando molte legittime sensibilità.

Il tema è anche di stretta attualità, se è vero che alcuni suoi importanti aspetti presentano un legame con il tema dell’EXPO “Nutrire il pianeta energia per la vita”. Per approfondire, per capire meglio le motivazioni degli estimatori e degli avversatori del trattato, Lunedì 30 Marzo, discuteremo di TTIP con alcuni esperti. L’incontro è organizzato assieme al Gas Spaventaprezzi.

Lunedì 30 Marzo – ore 21

in sede Via Ercole Ferrario 5, cancello

TTIP, UN’OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO O UNA MINACCIA?

parliamone con: Alessia Mosca, Paola Santeramo, Carlo Cantore.

Nota esplicativa:

Il trattato coinvolge paesi che nell’insieme contano 820 milioni di abitanti, con un prodotto che rappresenta il 45% di quello mondiale, si focalizza in particolare sugli aspetti di regolamentazione ed altre barriere non tariffarie, perché attualmente le tariffe sulla maggior parte dei prodotti commerciati attraverso l’Atlantico sono vicine allo zero: si discute quindi di armonizzazione e reciproci riconoscimenti relativi ad esempio a test di prodotti farmaceutici, specifiche per progettazione di autovetture, etichette per prodotti chimici e alimentari.

Benefici potenziali:

  • Una valutazione ragionevole considera un aumento del pil US di circa lo 0,4% e un po’ di più per i paesi europei; le sole esportazioni agricole UE potrebbero passare da 17 a 30 mld (e l’Italia è leader per molti prodotti).
  • Si definirebbero uno standard di riferimento importante per il commercio mondiale e un insieme di regole internazionali sulla sicurezza alimentare.

Timori di chi è contrario:

  • Per le multinazionali americane potrebbe rappresentare un cavallo di Troia in grado di indebolire i rigorosi standard europei, specie in campo alimentare.
  • La eventuale semplificazione della normativa porterebbe vantaggi alle aziende e non ai consumatori.
  • Limitazioni alla sovranità nazionale se si darà la possibilità ad investitori stranieri di ricorrere a procedure di arbitrato quando ritengono di subire comportamenti dei governi non ritenuti appropriati (ad esempio espropri, Investor-State Dispute Settlement).

Le procedure di approvazione appaiono piuttosto lunghe, per l’Unione Europea, sono coinvolti Commissione e Parlamento europeo e Parlamenti nazionali dei ventotto paesi membri.

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