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Nutrizione e omotossicologia

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Disbiosi intestinale: probiotici e prebiotici

L'istinto sociale nelle api

ape bottinatrice 2 E in noi ? – di Clara Sestilli (*)

Dopo le giornate dedicate all’ascolto dei movimenti civili e delle istituzioni di zona, da parte del Comune di Milano, con la Food Policy sulle politiche legate all’alimentazione in tema EXPO 2015, vorrei sottoporre alcune osservazioni all’attenzione di cittadini e politici.   

Come rappresentante di un GAS milanese attivo dal 2008 segnalo nei nostri gruppi di acquisto solidale soprattutto una presenza femminile, come da antica storia, non solo italiana, di ripartizione di lavori fra uomo e donna, con l’uomo addetto alle fatiche più dure del trasporto e – nel caso degli agricoltori – della zappatura, aratura, falciatura (operazioni ormai sostituite con macchinari ad hoc) mentre alle donne si è sempre chiesto la cura dell’orto, degli alimenti per il cibo quotidiano e loro distribuzione nei mercati. L’adeguamento intervenuto nel corso del Novecento da economia familiare a quella di un mercato più ampio ha fatto registrare una perdita di conoscenze, tecniche antiche e presìdi che salvaguardavano il territorio da frane, alluvioni, siccità, perdita di specie animali e vegetali, a fronte di insediamenti sempre più massicci nelle città, anche per le migrazioni da terre devastate da guerre, usi impropri dei terreni (mais per carburante o allevamenti intensivi), carestie e malattie in continua evoluzione.

celle-fuco-operaiaDella donna si è sempre detto che è la custode dei saperi legati all’alimentazione, che, per l’istinto sociale legato alla sua natura di procreatrice, è vigile nel fornire accudimento e nutrimento alla prole. La sua figura è sempre stata associata a quella delle api e delle formiche, capaci di creare – e distruggere quando necessario – comunità tese al benessere del gruppo e della regina, chiudendosi nei cavi asciutti di vecchi alberi e costruendo le cellette ben isolate dall’esterno grazie alla sostanza vischiosa che traggono dalle varie gemme e tramutano in cera.

Quando non sono impegnate nella costruzione di culle e depositi di alimenti, le api volano di fiore in fiore per nutrirsi e fare provviste. Il nettare assorbito si tramuta in miele dato in pasto a regina e larve. Quando la regina ha un buon numero di cellette, depone le uova, provviste poi di buon cibo lasciato dalle api operaie. La divisione in classi operaie e regina, dove maschi e femmine hanno ruoli precisi di supporto all’organizzazione dell’alveare, garantisce la continuità della sopravvivenza di questi insetti.

Grazie al lavoro comunitario e alla gamma dei fiori e delle messi nei prati e nei campi, queste società hanno accompagnato la nostra vita per millenni. Ora però le api stanno scemando, a causa dell’inquinamento di aria, acque e terreni e dei cambiamenti climatici. Non è un segnale da poco, in quanto alla sopravvivenza delle api si accompagna la nostra sopravvivenza, come ci dice la comunità scientifica.

Apicultore al lavoro

Apicultore al lavoro

Se questo è un problema, un altro se ne aggiunge, cioè la diffidenza, quando non la paura, di questo mondo di api, bombi, larve, in alveari frementi di voli e ronzii, da parte di noi cittadini ormai lontani da campagna e spazi agricoli.

La nostra poca conoscenza e dimestichezza con ambienti naturali contrasta con le buone iniziative di apicoltori – è il caso del Miele di Elia alla Corte di Cascina Linterno – e associazioni a loro vicine – fra le quali noi GAS – che hanno portato nuclei di cittadini e alcune scuole di zona 7 a frequentare e osservare, anche attraverso visite guidate, la vita delle api e apprezzarne la produzione di miele e polline, oltre alla  perfetta organizzazione in autonomia.

Antica raffigurazione di Cascina Linterno

Antica raffigurazione di Cascina Linterno

La pratica del Comune di Milano di conferire orti in città, unita alla promozione di coltivazioni di fiori e piante sui balconi delle case, si unisce all’educazione nella società e nelle scuole sulle attività di questi apicoltori  che difendono così la biodiversità. Sta proprio nella sensibilità di chi protegge e asseconda i cicli naturali – le donne in prima linea – che può ripartire una maggiore attenzione e un maggior coinvolgimento nell’ambiente che ci circonda.food policy

Si aggiunge a ciò una considerazione sulle innovazioni in campo ambientale, come quella introdotta da due vivaisti piemontesi con il tappeto erboso a base di Sedum sui tetti, dove già questa pianta prospera in modo spontaneo, aumentando la purezza dell’aria e migliorando la vita di creature umane e animali.

Un richiamo in tal senso speriamo sia ripreso a livello locale da cittadini e istituzioni  e messo in pratica:

Cascina Monastero

Cascina Monastero

penso a Cascina Monastero, sede del Consiglio di zona 7 e magnifico esemplare di antico cascinale riconvertito a funzioni multiple di accoglienza e sperimentazione; penso a due nuovi spazi concessi dal Consiglio di zona a due gruppi di donne per la ristorazione, la vendita diretta di prodotti di zona e l’offerta di supporto logistico per i GAS. Sono esempi  da offrire in proposito con il riconoscimento dell’utilità della diffusione di buone pratiche da parte della società civile.

 

 

 

(*) Presidente GAS Spaventaprezzi                                                                                                                                        

 

 

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