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Riscaldamento globale: l’impatto sul territorio

Piazza di Figino (Milano)

– di Ostelio Poletto (*)

Pubblichiamo con piacere le relazioni del Convegno sul cambiamento climatico e riscaldamento globale tenutosi  presso il Circolo  Fratelli Cervi il  13 aprile 2019, a  Milano.

Mondohonline contribuisce e partecipa ufficialmente a iniziative sul clima organizzate da qualunque associazione o forza politica democratica, con l’obiettivo di accrescere conoscenza e informazioni sul tema. 

Gli eventi e le  manifestazioni degli  studenti sui cambiamenti climatici dello scorso marzo,  hanno mosso milioni di coscienze. Il rapporto dall’IPCC,  secondo il quale  avremmo soltanto dodici anni  di tempo per evitare le conseguenze drastiche del riscaldamento del pianeta, porta assolutamente al rispetto degli accordi.

 Credo che la questione sia molto grave e che vada presa con serietà da parte di tutti, e quando dico tutti intendo tutti i potenti della terra e tutte le nazione del mondo: basta allo sfruttamento delle poche risorse che  in questo pianeta sono rimaste. Ora è giunto il momento di dire basta agli sprechi, di dire basta al consumismo, tutti insieme dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere, di consumare e ancora prima il modo di pensare, e credo si debba partire da ognuno di noi,  dalle nostre famiglie e quindi dal modello di crescita.

Qui sorge spontanea una domanda: nella nostra città come possiamo avviare un percorso  nuovo, diverso, rispetto a quello nel quale oggi stiamo vivendo, come si può intervenire da subito su alcuni problemi, che secondo me non sono difficili da risolvere, o quantomeno stimolare le istituzioni affinché comincino  seriamente ad elaborare progetti di medio termine per far fronte a questo enorme problema.

Termovalorizzatore Silla 2

Qui voglio entrare in alcuni problemi inerenti al nostro piccolo quartiere, Figino: parliamo del Termovalorizzatore Silla 2 che, come tutti sappiamo, si trova a Figino, ed è un impianto che genera energia. Questo impianto brucia 2000/2100  tonnellate al giorno di rifiuti e produce calore per teleriscaldamento per 3500 edifici  milanesi, tra cui Palazzo Marino (sede del Comune di Milano)  e il Teatro alla Scala, e produce inoltre energia anche per il riscaldamento del Comune di  Pero e per il polo fieristico di Rho. Come Comitato di Quartiere abbiamo chiesto che venga portato anche da noi, ma la A2A non l’ha preso in considerazione per un ragionamento puramente economico, ed è qui che deve intervenire l’Amministrazione Comunale facendo scelte alternative.

L’impianto genera  energia elettrica per  circa 147000 famiglie, bruciando tutto il rifiuto differenziato, con un alto potere calorifico, quindi da questo impianto proviene un grande contributo alla città  non solo sulla questione rifiuti ma anche sull’inquinamento  ambientale. Tuttavia per il futuro non si devono più costruire inceneritori e si dovrà pensare ad una fonte energetica alternativa. Certo si deve spingere ad una raccolta differenziata molto più alta, anche perché l’obiettivo è quello di far prendere coscienza a tutti sulla necessità di produrre meno rifiuti;  se c’è una volontà politica forte, nazionale ed europea, è possibile iniziare intervenendo sulle aziende ad esempio per cercare di eliminare il più possibile gli imballaggi che producono un eccesso di rifiuti.

Sulla questione del traffico, con l’estensione dell’area B (area a traffico limitato di Milano – ndr) la scelta da parte dell’Amministrazione Sala per limitare l’afflusso del traffico verso il  centro della città è certamente giusta, ma nello stesso tempo sta creando seri problemi nella periferia: mi riferisco alla stazione della metropolitana della linea MM1 di Molino Dorino, dove tutte le mattine si formano  lunghe code di auto in attesa di poter trovare un parcheggio: ormai lo spazio del parcheggio della stazione  è saturo, e la gente mette la macchina dove trova posto, sulle  aiuole, sui marciapiedi, ecc.

Il problema è causato dal  traffico della tangenzialina che parte da Cornaredo e arriva a Molino  Dorino  e che forma una coda lunga 700/880 metri, cui si aggiungono anche auto provenienti dal Sempione, attraverso Rho. E’ urgente trovare un’alternativa per diminuire l’elevato volume di traffico verso i parcheggi delle metropolitane, ormai saturi: una soluzione potrebbe essere consentire l’accesso ai parcheggi sulla via Novara  (Figino) utilizzati per  EXPO, e che ha una  capienza di 2500/3000 macchine.

Il Comitato di Quartiere di  Figino  già un anno e mezzo fa aveva proposto all’Assessore Granelli di fermare le auto al parcheggio sopra citato, togliendo il capolinea dell’autobus 80 a Quinto Romano e indirizzando le auto verso Molino Dorino e nel contempo  incrementando  il  servizio di autobus e ridurre così i tempi di attesa per chi accede alla  rete della metropolitana.

Uno dei grossi  problemi per la nostra città, se non il più importante, è il traffico come fonte primaria di inquinamento non solo da emissioni di gas ma anche da elevati livelli di rumore, quindi di inquinamento acustico. Tralascio i dati delle auto che entrano in città e dei mezzi che transitano nell’hinterland  milanese, voglio solo citare il dato dell’area molto vicina a Figino e relativo alla tangenziale ovest: nell’arco delle 24 ore vi circolano circa 240.000 autoveicoli, immancabilmente tutte le mattine si formano colonne di mezzi fermi in tutti e due sensi di marcia creando un continuo inquinamento sia acustico sia di immissioni (CO2), un volume di traffico che si aggiunge a quello della tangenzialina già citata, molto vicina al quartiere.

La nostra città ha un buon piano del trasporto pubblico, ulteriormente potenziato dalle nuove linee di metropolitana che si stanno realizzando e da quelle in progetto, cui si aggiunge il piano di investimenti di 6 milioni di euro per le nuove linee dei mezzi di superficie. Sappiamo che è difficile affrontare il problema di inquinamento da CO2: occorre che si faccia un piano nazionale per ridurre l’’inquinamento e quindi per ridurre il traffico motorizzato privato.

Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, problema che ci riguarda da vicino, lo si può risolvere con asfalti fonoassorbenti e con barriere di protezione antirumore.

Sull’inquinamento da plastica (le famigerate bottiglie, piatti, bicchieri, ecc.) ben venga la legge europea che ne vieta la produzione, ma in attesa che venga applicata  noi cittadini possiamo dare un grosso contributo nel ridurre la produzione di questo rifiuto. Come? Ad esempio utilizzando e incrementando il consumo dell’acqua erogata dalle “case dell’acqua” esistenti nell’area comunale. Non ho trovato i dati relativi alla minor plastica prodotta, ma in base alle rilevazioni della Cooperativa De Gradi,  che ha collocato 3 case dell’acqua ad uso condominiale in tre quartieri diversi, risulta che il consumo annuo calibrato su 150 famiglie  è di  134.400 litri d’acqua, con una riduzione di  89.600 bottiglie, pari ad un risparmio di 2552 kg di plastica.

Sono convinto che la scelta politica delle case dell’acqua sia giustissima, a Milano città ne esistono 22 che coprono tutte le zone, ma questo servizio dovrebbe essere esteso a tutti i quartieri: avrebbe l’effetto di ridurre la produzione del rifiuto (bottiglie di plastica) e al tempo stesso di diminuire il traffico inquinante dei relativi mezzi di trasporto.

 

(*) Portavoce del Nuovo Comitato di Quartiere Figino (Milano)

 

2 commenti per Riscaldamento globale: l’impatto sul territorio

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